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POLITICA

Scontro nel PD sannita, Mortaruolo rompe il silenzio: “Escluso da anni, il partito è diventato un recinto chiuso”

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Un messaggio WhatsApp ricevuto lunedì scorso ha riacceso le tensioni all’interno del Partito Democratico del Sannio. A renderlo noto è il consigliere regionale Erasmo Mortaruolo, che con una lunga e articolata lettera aperta ha denunciato “anni di isolamento” e marginalizzazione da parte della Federazione provinciale del PD di Benevento.

“Un messaggino, dopo anni di esclusione ed isolamento” – esordisce Mortaruolo, riferendosi all’invito ricevuto dalla presidente provinciale del partito, Rosa Razzano, per un’audizione. Un invito che arriva, secondo il consigliere, dopo l’ennesima esclusione istituzionale, quando lo scorso luglio non gli fu concesso di intervenire alla Conferenza Programmatica delle aree interne, pur essendo l’unico consigliere regionale del Sannio eletto nella lista del PD e iscritto al Gruppo consiliare del partito in Campania.

Secondo Mortaruolo, la sua estromissione dalla vita politica del partito affonderebbe le radici nel 2022, anno in cui accettò una candidatura definita “di servizio” alle elezioni politiche. Una scelta compiuta “senza calcoli personali”, ben consapevole di non avere reali chance di elezione. Da quel momento – sostiene – è calato il silenzio.

“Nessuna convocazione, nessun parere richiesto, nessun coinvolgimento. Come se non esistessi”, scrive, accusando la segreteria provinciale di aver portato avanti una strategia deliberata per delegittimarlo, ignorando non solo il suo ruolo istituzionale, ma anche le sue battaglie politiche sul territorio.

Nel mirino del consigliere, un metodo di gestione del partito definito “personalistico”, in cui le scelte sarebbero guidate da logiche di fedeltà personale piuttosto che da una visione collettiva. “Il PD sannita è diventato un recinto chiuso, dove pochi decidono per tutti e il confronto non esiste”, denuncia.

Mortaruolo respinge inoltre le etichette di “deluchiano”, affermando di aver sempre sostenuto il lavoro del Presidente Vincenzo De Luca per “coerenza politica e senso di responsabilità”, rivendicando anche le sue scelte più controverse – come il voto a favore del terzo mandato – come atti di autonomia e coraggio politico.

Nonostante l’emarginazione, il consigliere regionale afferma di non essersi mai sottratto all’ascolto degli amministratori locali e degli iscritti. “Non ho mai chiuso la porta a nessuno, né ho agito per ripicca”, scrive. A fronte del silenzio della Federazione, rivendica di aver continuato a fare politica tra la gente, nelle istituzioni e a sostegno della sanità pubblica del Sannio, spesso “da solo e senza adeguato supporto”.

“La federazione di partito non è il partito. Per fortuna, la comunità democratica non ha mai reciso il rapporto con il sottoscritto”, sottolinea.

Nel finale della sua lettera, Mortaruolo conferma il proprio sostegno al Presidente Vincenzo De Luca e alla candidatura unitaria di Piero De Luca alla segreteria regionale del PD, definendola “un atto di maturità politica” e auspicando che possa aprire “un nuovo capitolo anche per la Federazione Provinciale di Benevento”.

Amaro il passaggio sull’impossibilità, lamentata dallo stesso consigliere, di firmare la candidatura di Piero De Luca: “Un’altra ferita, un altro segno della differenza di impostazione e di stile tra chi vuole costruire e chi preferisce dividere”.

In chiusura, Mortaruolo lancia un messaggio chiaro al partito: “La politica o è comunità o è soltanto gestione del potere. Io ho scelto e continuerò a scegliere la comunità”.

Una presa di posizione forte, che avrà sicuramente delle ripercussioni nella coalizione di centrosinistra, alimentando ulteriori tensioni.

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