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Scuola Torre, il comitato: ‘Variante? Sembra altro progetto, irriconoscibile e ridimensionato’

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“L’elefante ha partorito il topolino ovvero è stata approvata la variante al progetto di abbattimento e ricostruzione delle scuole Torre e Sala. Più che una variante, si potrebbe considerare un altro progetto, talmente irriconoscibile e ridimensionato che ci chiediamo se valga la spesa per i contribuenti di circa 17 milioni di euro. Infatti, mettendo a confronto le due relazioni tecniche redatte dal Consorzio UNING di Bari, quella del 25 febbraio 2024 e questa del 16 aprile 2025, vediamo che ci sono drastiche riduzioni, dando ragione a ripetuti appelli di chi, come noi, che da oltre un anno individuava grossolani errori presenti nel progetto originario, che hanno richiesto le attuali modifiche: l’eccessiva volumetria, aumentata di 4000 m3; la mancanza di una variante urbanistica per la pretesa chiusura di un tratto di via Marmorale. Le verifiche sul cantiere effettuate a settembre dagli ispettori del Ministero non sono state una passeggiata, come l’Amministrazione voleva far credere, ma hanno prodotto le attuali conseguenze, lo fece capire velatamente il Ministro Valditara in visita a Benevento un mese fa, nell’unica risposta fornita al collega Colarusso, dichiarando che erano state rilevate “responsabilità locali”. Il cantiere, infatti, è stato bloccato fino all’approvazione della citata variante”. Così in una nota il Comitato “Salviamo le scuole Torre-Sala e il quartiere Mellusi dallo scempio”

“In definitiva i nuovi edifici scolastici non avranno l’ingresso monumentale della scuola Torre, saranno dei semplici prefabbricati sul livello strada. Scompare finalmente l’inutile auditorium; in modo risibile al punto 2 della variante attuale si dichiara che è stato eliminato perché sarà riattivato l’Auditorium “Calandra”. Niente efficientamento energetico, eliminati i pannelli fotovoltaici. L’area  della scuola Sala è adibita a verde e parcheggi, ma in misura drasticamente ridotta. Eliminati gli uffici e l’aula magna. La palestra rimane, ma è più piccola e serve a entrambe le scuole, elementare e media.

Il nodo principale – prosegue il Comitato – sta nella dimensione e nel numero di aule. Il progetto PNRR, partito nel 2022 nasceva in un clima di espansione delle due scuole, che registravano un aumento delle iscrizioni. Infatti, per la scuola elementare Sala, il Dirigente, Edoardo Citarelli aveva chiesto che ci fossero 15 classi per accogliere 338 alunni, mentre per la scuola media Torre, 28 classi per un totale di 556 alunni. La variante attuale invece prevede per la scuola elementare 14 aule capaci di accogliere 306 alunni; per la scuola media 23 classi 562 alunni. In poche parole ci sono meno aule, con superfici un po’ più grandi, in modo da creare le cosiddette classi-pollaio, di almeno 25 alunni di un’età notoriamente difficile da gestire.

La conseguenza più importante però è la perdita delle cattedre che inevitabilmente la riduzione del numero delle classi comporterà. Mentre le categorie protette (vedi legge 104) manterranno il posto di lavoro, altri docenti dovranno trovare nuova collocazione, magari dopo anni di faticoso approdo a una sede cittadina e prestigiosa. C’è per qualcuno la possibilità di essere riassorbito nei progetti del cosiddetto potenziamento. Prima dispersi e poi esiliati, i docenti, come i capponi di Renzo, sono le vittime maggiori di quest’imbrogliata e sciagurata vicenda”, conclude la nota.

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