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Felino avvistato a Torrecuso, il Movimento Animalista smentisce che si tratti di una pantera

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“In questo periodo di isolamento forzato per l’essere umano, Madre Natura sta riconquistando tutto quello che le è stato tolto, gli avvistamenti di animali nelle città aumentano si moltiplicano e vengono immortalate in video: delfini, balenottere, aironi rossi, lupi, daini, etc. La provincia di Benevento – scrive il Movimento Animalista – non fa eccezione e per distinguerci dalla massa, qui abbiamo la famigerata pantera che da anni gira indisturbata sul territorio – si sospetta sia pure vegana visto che fino ad ora nessuna carcassa presenta segni evidenti di aggressioni da parte del felino – che si è mostrata in video in due occasioni: la prima a Baselice e la seconda volta a Torrecuso… Ora, pur volendo capire che siamo rinchiusi in casa da tempo, che lo stress gioca brutti scherzi, etc, scambiare un gatto nero per una pantera è cosa assai ardua, è come confondere una Panda con una Ferrari, sono entrambe auto ma hanno delle grosse differenze…

Partiamo da una breve descrizione del felino: la pantera appartiene alla famiglia dei felidi, ha il manto che può sembrare nero ma quasi sempre presenta una leggera parte maculata, solitamente vive nella giungle e foreste tropicali – la montagna non è il suo habitat, lì ci vive un parente stretto, il puma – ha dimensioni di tutto rispetto con esemplari che arrivano a sfiorare i 2 mt di lunghezza ed il 1,20 mt di altezza al garrese ed un peso che parte dai 60 kg per le femmine fino a quasi a 100 kg per i maschi, una coda bella lunga che supera il mezzo metro; solitamente tende a graffiare gli alberi per segnalare la sua presenza e scoraggiare eventuali nemici, è agile, ottima arrampicatrice e come tutti i felini o quasi, ha gli artigli retrattili, dettaglio importate. Già da questa breve descrizione dovrebbe essere esclusa la sua presenza ma abbiamo voluto visionare i filmati più e più volte ed in entrambi gli avvistamenti è evidente che i tratta di un gatto: rapportando le dimensioni dell’animale con quelle degli oggetti presenti nei video e fatte le dovute proporzioni, il risultato è che le dimensioni  sono quelle di un classico gatto nostrano di colore nero.

Come ulteriore prova, – prosegue la nota – abbiamo visto le foto delle impronte lasciate sul terreno e pur non avendo punti di riferimento per capirne le dimensioni reali, il “disegno” lasciato è quello di un canide, probabilmente un lupo. Nello specifico delle orme: l’animale era al passo, zampe alternate, poco distanti tra loro, impronta poco profonda, nessun segno di scivolamento, l’opposto di quello che avviene quando l’animale è al trotto o in corsa dove la falcata si allunga e le zampe toccano terra simultaneamente invece che in modo alternato, queste sono poche delle tante differenze da elencare nel “racconto” lasciato dall’impronta; detto questo, passiamo al dettaglio che fa la differenza e cioè che il felino in modalità “passeggio” non avrebbe portato gli artigli esposti come invece evidenzia la foto, solitamente usa gli artigli quando è in corsa o al galoppo per far sì che ci sia un maggior grip e per agguantare la preda ed eliminarla nel più breve tempo possibile, unico a fare eccezione è il ghepardo che della corsa ha fatto la sua arma e per forza di cose ha artigli semi retrattili. A tutto questo bisogna aggiungere che mancano carcasse, attacchi ad animali domestici e o selvatici, mancanza di graffi sugli alberi che sono differenti da quelli lasciati dalla fauna locale – es. cinghiale – come pure feci, pelo e tanto altro, insomma, sulle basi di quanto in nostro possesso acquisito dai vari comunicati, dalle segnalazioni e dalla collaborazione con le autorità, il giudizio pende a favore del gatto e non della pantera, almeno per il momento.

Sinceramente ci è sembrato un caso montato in fretta, in modo grossolano senza prima effettuare le dovute ed opportune verifiche e ci sentiamo il dovere di dare dei piccoli suggerimenti: Sindaco, i cacciatori di cinghiali non sono la bibbia, possono sbagliare anche loro, anzi, gli incidenti di caccia purtroppo dimostrano che spesso commettono errori anche fatali; le testimonianze andrebbero vagliate ed i video analizzati in modo approfondito per avere un minimo di base solida su cui poggiare le eventuali indagini e francamente non ci è sembrato questo il caso. Altro suggerimento rivolto a tutte le altre autorità, enti, etc: in eventi del genere sarebbe opportuno interpellare enti e o associazioni che si occupano di animali quotidianamente, come E.N.P.A., WWF, etc, la Protezione Civile è già impegnata in altre emergenze e non credo abbia il know-how per la ricerca di animali, soprattutto la fauna selvatica…

Infine, una considerazione: se ci fosse stata la pantera sarebbe caduta vittima di qualche trappola piazzata dai bracconieri – misera gentaglia che nella nostra provincia abbonda – che anche  in questo periodo non fermano le “attività” anzi, le segnalazioni di animali finiti nei tristemente noti cappi, tagliole ed altre trappole, senza contare le esche avvelenate, etc, sono aumentate in modo esponenziale. A tal proposito, – conclude il Movimento Animalista – ci auguriamo che in un futuro non troppo lontano, l’impegno profuso da tutti per la “caccia” alla pantera sia messo in campo per contrastare la dannosa piaga del bracconaggio in modo da dare una caccia senza quartiere a meschini e vigliacchi “personaggetti”.

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