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CRONACA

Carcere di Benevento tra criticità e reintegrazione: ‘Sannio più accogliente’

L'analisi sulle problematiche di vita quotidiana delle detenute è stata fatta in occasione della presentazione dei risultati del progetto "Genitori dentro" promosso dal garante Ciambriello e realizzato dalla cooperativa "Il Melograno" in collaborazione con la Caritas di Benevento

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“Ci sono sovraffollamento e carenza di personale nel reparto femminile della casa circondariale di Capodimonte, la struttura riesce a funzionare grazie all’abnegazione degli operatori e alla forte adesione e collaborazione delle detenute”: é quanto hanno evidenziato il neo direttore Gianfranco Marcello e il neo comandante Linda De Maio,  in occasione della conclusione del progetto “Genitori dentro” promosso dal garante campano dei detenuti, Samuele Ciambriello, e realizzato dalla cooperativa “Il Melograno” in collaborazione con la Caritas di Benevento.

L’iniziativa, che ha visto da gennaio scorso l’attivazione di laboratori e di percorsi di condivisione emotiva, colloqui singoli con i figli per riaffermare il ruolo di madre, è stata anche lo strumento per far emergere le criticità di carattere socio-assistenziale che vivono quotidianamente le detenute.

Tra le problematiche emerse ci sono anche la “scarsa presenza dei giudici di sorveglianza che devono occuparsi di misure alternative per agevolare la reintegrazione nella società e l’assenza di un reparto detentivo in ospedale, unica anomalia in Italia”, secondo il garante dei diritti dei detenuti, Ciambriello, che ha ribadito la carenza di organico in tutte le realtà carcerarie della Campania rispetto ai 7400 detenuti e sottolineato la necessità di lavorare tutti insieme perché la funzione riabilitativa e reintegrativa delle detenzione sia efficace ed efficiente, ravvisando nel contesto sannita una maggiore sensibilità verso l’accoglienza.

“Su 7400 detenuti in Campania – ha dichiarato Ciambriello – ci sono solo 95 educatori, 15 psicologi delle Asl e 30 dell’amministrazione penitenziaria. Per questo abbiamo messo in campo in collaborazione con l’assessorato alle Politiche sociali, diversi progetti di reintegrazione per adulti e minorenni, attivati sportelli nei diversi istituti di pena perché il nostro compito non è solo solo quello di tutelare i diritti dei detenuti ma anche di occuparci del loro futuro post detentivo.”

A sollecitare ancora una volta l’attenzione sulla questione sanitaria è stato il neo direttore Gianfranco Marcello che ha evidenziato l’importanza della collaborazione con la società esterna e con i cittadini di concedere nuove opportunità alle detenute e ha definito quella Benevento “una realtà viva e vicina ai bisogni della popolazione carceraria.”

Presente anche il direttore della Caritas diocesano don Nicola De Blasio che ha ricordato l’attivazione di un sportello d’ascolto nella casa circondariale e la psicologa della cooperativa “Il Melograno”, Adele Caporaso.

Le dichiarazioni nel servizio video

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