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Comune di Benevento

Il Comune di Benevento vuole sfrattare ‘Vivere Dentro’, il centro che aiuta i tossicodipendenti

Oltre 6700 euro i debiti dell'associazione per l'affitto della sede di via Nuzzolo, al Rione Ferrovia. Il presidente Garofalo: "Dall'alluvione nessun aiuto dell'Ente. Locali resi invivibili da umidità e puzza nauseabonda della colonna di scarico"

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Il Comune di Benevento vuole sfrattare ‘Vivere Dentro’, l’associazione di volontariato che da 15 anni si batte per aiutare i giovani ad uscire dalla tossicodipendenza. A sancirlo è una determina dirigenziale, firmata nella giornata di ieri dal dirigente del Settore Avvocatura, Vincenzo Catalano. Secondo l’atto, l’associazione sarebbe morosa nei confronti dell’Ente per un totale di 6742,50 euro, soldi che avrebbe dovuto versare alle casse comunali per l’affitto della sede di via Cosimo Nuzzolo, al Rione Ferrovia.

Nel maggio 2016, infatti, Palazzo Mosti aveva concesso in locazione alcuni locali a pochi metri dal PalAdua per la gestione di attività volte al servizio di prevenzione, informazione e sensibilizzazione delle dipendenze. Canone annuo pattuito: 2610 euro da pagarsi in rate mensili da 217,50 euro.

A febbraio scorso è stato l’Ufficio Patrimonio a comunicare al Settore Avvocatura che l’associazione non aveva provveduto ai pagamenti, nonostante l’invito e la diffida, così da avviare l’azione di sfratto per morosità con contestuale ingiunzione di pagamento delle mensilità scadute e non pagate.

Non ci sta il presidente di “Vivere Dentro”, Roberto Garofalo, che spiega: “Il canone non è stato versato a causa di una vertenza in corso con il Comune per i lavori di riqualificazione del centro di prima accoglienza per le persone dipendenti da sostanze tossiche “Amici di Tonino”, presso contrada La Francesca, dove l’associazione ha speso circa 140mila euro”.

E aggiunge: “Offriamo da tempo un servizio pubblico per la collettività e non percepiamo fondi. E’ un centro che porto avanti come missione personale grazie all’aiuto di volontari ed è da sempre un punto di riferimento – nel quartiere e non solo – per persone con fragilità e difficoltà”.

f4b3717e-c0fd-4e87-bfae-bc3ef58674d8Garofalo punta l’attenzione infine sulle condizioni precarie della struttura comunale: “Voglio ricordare al Comune che nell’ottobre 2015 questi locali sono stati devastati dall’alluvione e non è arrivato alcun tipo di aiuto dall’Ente. Da soli ci siamo rimboccati le maniche e siamo ripartiti. Da 4 anni, inoltre, operiamo con i nostri sportelli di ascolto e di aiuto in un centro reso invivibile dall’umidità e dalla puzza nauseabonda della colonna di scarico dello stabile nel quale siamo”.

“Vivere Dentro” è un centro di solidarietà nato da una coppia di genitori e da un gruppo di amici beneventani, con lo scopo di “prevenire e risolvere problemi legati a situazioni di malessere a rilevanza sociale…in particolare le tossicodipendenze”.

Si pone sul territorio come risposta concreta al fenomeno dilagante dell’uso di stupefacenti utilizzando la proposta di “Progetto Uomo”, un programma educativo che pone l’uomo al centro di un intervento multidisciplinare e lo accoglie nella sua fragilità e nel suo disagio esistenziale, che si esprime nell’affrontare la quotidianità della vita, programma utilizzato da circa cinquanta centri che aderiscono alla Federazione Italiana Comunità Terapeutiche (FICT). Tra le attività principali ci sono uno sportello di ascolto, un altro informativo, i gruppi di auto-aiuto, i colloqui individuali con equipe di esperti e un centro diurno.

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