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L’arte collettiva dei ‘Ragazzi del Terminal’

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Oggi, presso il Centro di Promozione del Territorio della Provincia di Benevento, è stato dato il via alla prima opera d’arte collettiva realizzata da “I ragazzi del terminal”, opera ideata da IDEAS e con il contributo dell’Istituto Comprensivo Statale di Ponte.

“Sao ka kelle terre” questo il titolo del lavoro che si costruirà durante i restanti giorni della XIII Settimana scientifica e della creatività. Un titolo che non è stato scelto a caso ma riprende la frase estratta dal Placito di Capua conservato nell’archivio di Montecassino, un atto notarile del 960 d.C., documento molto importante nella storia della lingua italiana perché per la prima volta compare una frase in volgare, sebbene in una dichiarazione per il resto scritta tutta in latino, e ciò fa considerare questo documento un po’ l’atto di nascita della nostra lingua.

“Abbiamo scelto di intitolare la nostra opera con una frase estrapolata da quello che può essere considerato l’atto di nascita della nostra lingua, abbinandola a degli scatti fotografici dei lavori del passato e ad un video che ripercorre i passi più importanti del laboratorio “Vivi la Natura” tenutosi presso l’Istituto Comprensivo di Ponte” dichiara Mario De Tommasi, presidente della Cooperativa Sociale IDEAS “Tuttavia la nostra scelta di affiancare la nascita dell’Italiano ai nuovi linguaggi giovanili che troveranno spazio su di una tela deve essere percepita, non come uno stravolgimento della sintassi italiana, ma come un gioco per avvicinare i giovani alla storia e alla natura” ha quindi concluso.

Amore della Natura, amore per la Terra, amore per le Tradizioni e riscoperta della Lingua attraverso un parallelo tra ieri e oggi, questi gli ingredienti alla base dell’amore per il Cibo. E, a proposito di cibo della tradizione, Ideas ha offerto ai ragazzi delle Scuole una dolce colazione che profuma di tentazione: la ‘nfrennurca, dolce tipico di Sant’Agata dei Goti, un tarallino di farina, olio, zucchero e succo della regina delle mele: la mela annurca.

 

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