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POLITICA

Province, parla l’ex assessore regionale Fucci: “Occorre porre fine a questa farsa”

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“Subito dopo l’elezione farsa del consiglio provinciale di Benevento, composto da consiglieri non dotati di voto deliberativo, sentii subito l’esigenza di rilevare la parodia che si era consumata, ed ebbi anche l’onore di essere ospitato dalla stampa che pubblicò il mio pensiero.

Rilevai, in primo luogo, che quella elezione farsa di inesistenti consiglieri provinciali avveniva attraverso il cosiddetto sistema indiretto e che la gente non sapeva proprio niente, perché era ed è convinta che le province, così com’è nella sostanza, non esistano più.”

Inizia così la riflessione del già assessore regionale, Vittorio Fucci, affidata a una nota stampa per analizzare la situazione attuale in cui si trovano le Province di forte difficoltà e incapacità di gestire le funzioni. Secondo Fucci “occorre porre fine a questa farsa.”
“In questi giorni – scrive Fucci –  la stampa recita il de profundis, pubblicando dati drammatici che rilevano come i presidenti (ribadisco i presidenti), sostanziali commissari, non sono in grado di fare alcunché perché lo Stato non trasferisce fondi alle ormai morte province. Poche residue competenze erano rimaste alle defunte province, che, per quello che dicono gli stessi commissari, non possono essere espletate.
Occorre porre fine a questa farsa, che è offensiva anche per i consiglieri senza voto, che vengono fatti agitare inutilmente. Se, infatti, non sono in grado di gestire alcunché i commissari, figurarsi questi poveri consiglieri senza voto deliberativo. A cosa può mai portare, ad esempio, il lavoro di eventuali commissioni, di un ente il cui consiglio è una farsa, perché i consiglieri non sono dotati di voto deliberativo, e che ha una gestione monocratica accentrata in un presidente, sostanziale commissario, che per quello che è noto non gestisce ormai quasi nulla.
Sarebbe davvero l’ora di porre fine a questa tragicomica, cominciando dal buonsenso degli stessi presidenti delle province, che farebbero bene, nella impossibilità assoluta di fare qualcosa, a chiudersi in un dignitoso silenzio.”

 

 

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