“Una formula assolutoria così netta ed ampia ha ancora più valore in quanto emessa da un Tribunale composto da magistrati notoriamente integerrimi, scrupolosi e molto preparati, a seguito di una complessa ed articolata istruttoria dibattimentale composta da decine di lunghe udienze”.
Sono le dichiarazioni dei legali dei coniugi Mastella – Domenico Russo e Alfonso Furgiuele – in merito all’assoluzione nel processo “Zamparini” che vedeva i due coinvolti con l’accusa di corruzione e di istigazione alla corruzione.
“L’accusa – si legge nella nota dei legali – era stata formulata dal Sostituto Procuratore della Repubblica, Antonio Clemente, per un presunto fatto di corruzione in cui sarebbero stati coinvolti l’Onorevole Mastella, allora Ministro della Giustizia, e la moglie Sandra Lonardo, all’epoca Presidente del Consiglio Regionale della Campania, in concorso con Maurizio Zamparini e l’allora assessore ai lavori pubblici del Comune di Benevento”.
“Durante la propria requisitoria conclusiva – spiegano gli avvocati -, il Pubblico Ministero che si è occupato dell’istruttoria dibattimentale, aveva chiesto l’assoluzione per l’onorevole Mastella e la condanna per Sandra Lonardo a 2 anni e 8 mesi di reclusione previa riqualificazione giuridica del fatto come ‘istigazione alla corruzione’”.
“La formula assolutoria, ampia e netta, – proseguono i legali – sgombra il campo da qualsivoglia equivoco in merito alla liceità delle condotte poste in essere all’epoca dei fatti dall’allora Ministro della Giustrizia e dall’allora Presidente del Consiglio Regionale della Campania, con riferimento alla vicenda relativa all’apertura del centro commerciale dell’imprenditore Maurizio Zamparini”.
“Chiaramente – concludono Russo e Furgiuele – resta il profondo rammarico per il fatto che l’accertamento della verità abbia richiesto un tempo così lungo che di per sé solo ha gravemente penalizzato dal punto di vista umano e politico la famiglia Mastella”.