CRONACA
Addio ad Angelo La Montagna: con la gelateria ‘Biancaneve’ ha regalato dolcezza a intere generazioni di beneventani
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Ci sono persone che non passano semplicemente attraverso la vita di una città, ma finiscono per diventarne parte. Volti, sorrisi, gesti quotidiani che il tempo non riesce a cancellare, perché restano custoditi nei ricordi di chi ha avuto la fortuna di incontrarli. A Benevento, uno di quei volti era quello di Angelo La Montagna, storico commerciante e anima della celebre Gelateria Biancaneve del centro storico, che tra gli Anni Ottanta e Novanta ha regalato dolcezza a intere generazioni di beneventani.
Angelo se ne va a 78 anni, lasciando dietro di sé non soltanto il dolore di quanti gli hanno voluto bene, ma anche un patrimonio di ricordi che appartiene a un’intera comunità. Perché la sua storia non è stata soltanto quella di un commerciante. È stata anche la storia di una città che si ritrovava nelle sue strade, che viveva il piacere delle passeggiate, che riconosceva nei negozi del centro punti di riferimento familiari, luoghi capaci di accompagnare la quotidianità e trasformarla, quasi senza accorgersene, in memoria.
Biancaneve, quando un gelato diventava un ricordo speciale
Basta pronunciare il nome Biancaneve per riaprire, nella memoria di tanti beneventani, una finestra su un tempo che sembra lontanissimo eppure continua a vivere nei racconti, nelle fotografie ingiallite e nelle conversazioni di chi, ripensando alla propria giovinezza, sorride con un pizzico di malinconia.
La gelateria di via Ennio Goduti era molto più di un’attività commerciale. Era una tappa del passeggio, un appuntamento irrinunciabile nelle domeniche in famiglia, una tentazione nelle calde sere d’estate, una sosta quasi obbligata dopo le interminabili vasche sul Corso. Era il profumo di una stagione della vita in cui bastava un gelato per sentirsi felici, in cui incontrare gli amici per strada era un piccolo evento e in cui i luoghi del cuore avevano il volto delle persone che li animavano.
Dietro quel nome, diventato familiare a generazioni di clienti, c’era Angelo La Montagna. Il suo lavoro, la sua presenza e il suo gelato artigianale hanno contribuito a costruire un legame che andava ben oltre il semplice rapporto tra commerciante e cliente. Per tanti, Biancaneve significava ritrovarsi, condividere un momento, concedersi una piccola felicità. Per altri significava tornare bambini, magari accompagnati dai genitori, senza immaginare che un giorno proprio quei pomeriggi sarebbero diventati alcuni dei ricordi più preziosi.
Una città, i suoi negozi, la sua anima
La storia di Biancaneve si intreccia con quella di una Benevento che oggi sopravvive soprattutto nella memoria collettiva. La stessa città del Bar Dario, delle storiche pizzerie di piazza Roma, dei chioschi di vico Noce e di tante altre attività che hanno segnato un’epoca, diventando luoghi di incontro prima ancora che esercizi commerciali.
Erano negozi e ritrovi capaci di dare un’identità alle strade, di scandire le giornate e di accompagnare le trasformazioni della comunità. Luoghi in cui ci si conosceva per nome, dove il cliente non era soltanto qualcuno a cui vendere un prodotto, ma una presenza abituale, una storia da riconoscere, talvolta un amico da salutare.
Non è un caso che, quando sui social o nei gruppi dedicati alla memoria cittadina riaffiorano i nomi delle attività storiche beneventane, quello della Gelateria Biancaneve torni puntualmente a galla. È il segno di un affetto che non si è esaurito con la chiusura della saracinesca. Perché certe attività, anche quando scompaiono dalle strade, continuano ad abitare i cuori di chi le ha frequentate.
E così, oggi, ricordare Angelo significa anche ricordare una parte di Benevento: quella dei sapori genuini, delle tradizioni commerciali, delle relazioni costruite giorno dopo giorno. Una città forse più lenta, certamente diversa, ma capace di trasformare un semplice gelato in un rito condiviso e un negozio in un pezzo della propria identità.
Dalla gelateria alla creperia, la voglia di continuare
La storia professionale di Angelo non si è fermata con l’esperienza di Biancaneve. Negli anni successivi, il commerciante ha portato avanti altri progetti, continuando a coltivare la propria passione con una creperia in via Tonina Ferrelli, a pochi passi dalla Villa comunale.
Anche lì, per anni, le sue creazioni dolci hanno accompagnato le uscite di giovani e famiglie, offrendo un’altra occasione per concedersi una pausa golosa fino a notte fonda e per ritrovare quel legame tra il cibo, la socialità e il piacere di stare insieme che aveva caratterizzato la sua esperienza professionale.
Un percorso diverso, ma attraversato dallo stesso filo conduttore: il desiderio di lavorare, accogliere e lasciare qualcosa di buono nella quotidianità degli altri. Perché il mestiere di chi serve un gelato o prepara una crepes può sembrare semplice soltanto a uno sguardo distratto. In realtà, quando è vissuto con passione, diventa anche un modo per entrare nelle abitudini delle persone, accompagnarle negli anni e finire, quasi naturalmente, nei loro ricordi più belli.
Il saluto di una comunità
La scomparsa di Angelo La Montagna porta con sé quella malinconia particolare che accompagna l’addio a chi, pur senza cercare la ribalta, ha lasciato un’impronta riconoscibile nella vita di tutti i giorni.
Ci sono eredità che non si misurano con i numeri, con le insegne o con il tempo trascorso dietro un bancone. Si misurano nelle persone che ancora pronunciano un nome con affetto, nei ricordi che riaffiorano dopo tanti anni, nella capacità di un luogo di far sentire qualcuno, anche a distanza di tempo, ancora un po’ a casa.
Angelo aveva contribuito a costruire proprio questo: un legame fatto di sapori, incontri e consuetudini, rimasto vivo ben oltre gli anni della sua attività più famosa. La Gelateria Biancaneve oggi non è più lì a scandire le giornate dei beneventani, ma il suo nome continua a viaggiare tra le generazioni, portando con sé immagini di estati lontane, passeggiate in centro e sorrisi davanti a una vetrina.
E forse è questa la forma più autentica della memoria: continuare a esserci, anche quando non si può più tornare nei luoghi di una volta e non è più possibile incontrare chi li rendeva speciali.
I funerali di Angelo La Montagna saranno celebrati domani, martedì 13 ottobre, alle ore 11.45, nella Chiesa Addolorata di Rione Libertà.
Alla sua famiglia e ai suoi cari va il cordoglio di quanti ne hanno condiviso il cammino e di una città che oggi perde un pezzo della propria storia commerciale e umana.
Ciao Angelo. A Benevento resterà sempre un posto per te, tra i ricordi più dolci di una città che non dimentica.




