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Airola dopo il rogo: scienza, dati ed equilibrio per tutelare il territorio senza cedere ad allarmismi
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Si è svolto nella mattinata di sabato 10 ottobre, presso la Sala Consiliare del Comune di Airola, un incontro di approfondimento sugli effetti degli incendi che hanno interessato il territorio, a partire dal rogo del 31 agosto nell’area industriale di Airola e dagli altri episodi che hanno coinvolto il Taburno e la Valle Caudina.
L’iniziativa ha riunito esperti del mondo universitario e sanitario, rappresentanti istituzionali, associazioni e cittadini, con l’obiettivo di mettere a confronto dati e informazioni, approfondire le possibili conseguenze degli incendi e individuare percorsi concreti di monitoraggio, prevenzione e tutela ambientale.
Il filo conduttore dell’incontro è stato la necessità di affrontare una questione complessa con rigore scientifico, senza sottovalutare i rischi, ma evitando conclusioni affrettate o generalizzazioni non supportate dai dati disponibili.
La prof.ssa Paola Adamo, ordinario di Chimica Agraria presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, ha richiamato l’importanza di interpretare le analisi ambientali all’interno di un quadro complessivo, considerando le modalità di campionamento, i tempi trascorsi dagli eventi e le caratteristiche dei siti interessati.
Gli intervalli temporali tra i campionamenti e il successivo riaccendersi del rogo rendono necessario un approfondimento attento e continuativo. I dati devono essere letti tenendo conto del contesto e delle loro effettive possibilità interpretative, evitando di trasformare singoli risultati in conclusioni definitive sugli effetti a lungo termine.
L’indicazione emersa è quella di proseguire con verifiche e monitoraggi, mantenendo alta l’attenzione e affidando alle competenze scientifiche e agli enti preposti la valutazione dei risultati. Anche parametri come le concentrazioni di diossine richiedono una lettura puntuale, riferita alle condizioni e alle modalità dei singoli campionamenti.
Il prof. Massimo Fagnano, del Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II, ha sottolineato la necessità di distinguere le situazioni effettivamente interessate dagli incendi e dagli eventuali fenomeni di contaminazione dal quadro generale del territorio.
I confronti con altre aree, compresa la Terra dei Fuochi, richiedono analisi puntuali e non possono essere utilizzati automaticamente per descrivere realtà differenti.
Una comunicazione non sufficientemente supportata da elementi verificabili rischia di produrre conseguenze negative anche sull’immagine e sull’economia locale, sulle produzioni agricole, sull’agroalimentare e sulle attività legate alla valorizzazione turistica.
Da qui la proposta di rafforzare il lavoro condiviso tra Comuni, Regione Campania, istituzioni competenti e mondo della ricerca, per costruire un quadro informativo attendibile e favorire un monitoraggio nel tempo.
La dott.ssa Donatella Pisaniello, dirigente medico oncologo presso l’Ospedale Cardarelli di Napoli, ha approfondito il tema della valutazione epidemiologica e della necessità di osservare con attenzione i dati sanitari disponibili, anche in relazione al quadro riferito al territorio beneventano e al periodo 2019-2022.
Il contributo ha evidenziato quanto sia importante continuare a raccogliere e analizzare informazioni nel tempo, distinguendo i dati osservati dalle ipotesi interpretative. La valutazione dell’incidenza di determinate patologie e l’eventuale correlazione con specifici eventi ambientali richiedono studi appropriati e un’analisi rigorosa, senza attribuire automaticamente un rapporto di causa-effetto in assenza di evidenze sufficienti.
Il monitoraggio sanitario e ambientale rappresenta quindi un elemento essenziale per comprendere meglio la situazione, valutare nel tempo l’evoluzione del quadro territoriale e contribuire alla prevenzione di possibili criticità future.
Caudia, intelligenza artificiale per valorizzare il territorio e una piattaforma per la prevenzione ambientale
L’ing. Michele Cipriano, che collabora con il presidente della Pro Loco “Città di Airola” APS e con il Comitato Civico delle Associazioni della Valle Caudina, ha illustrato le potenzialità di Caudia, un progetto digitale avviato alcuni mesi fa con l’obiettivo di valorizzare il territorio attraverso un assistente virtuale basato sull’intelligenza artificiale.
Lo strumento punta a consentire a cittadini, visitatori e interessati di ottenere informazioni, risposte e approfondimenti sulla Valle Caudina attraverso una semplice interazione in linguaggio naturale, facilitando la conoscenza delle peculiarità locali, del patrimonio culturale e ambientale e delle risorse del territorio.
Dopo il rogo del 31 agosto ad Airola, il progetto è stato ulteriormente sviluppato in una prospettiva di possibile applicazione ambientale, attraverso la proposta di una piattaforma che consenta ai cittadini di segnalare roghi, sversamenti abusivi di rifiuti, abbandoni e altre situazioni sospette.
Le segnalazioni potrebbero contribuire alla creazione di una banca dati sovracomunale georeferenziata, utile a censire e mappare le aree a rischio, individuare eventuali criticità ricorrenti e supportare le attività di monitoraggio e verifica da parte dei soggetti competenti.
L’obiettivo è mettere a disposizione delle amministrazioni e delle comunità locali uno strumento digitale capace di favorire la partecipazione dei cittadini, migliorare la conoscenza delle criticità territoriali e agevolare l’individuazione delle priorità d’intervento. Tra le possibili evoluzioni rientrano anche l’integrazione con altre fonti informative e, ove autorizzato, l’utilizzo di strumenti tecnologici come i droni.
Si tratta di una prospettiva di sviluppo che richiede il coinvolgimento delle amministrazioni e degli organismi competenti, nel rispetto delle rispettive funzioni. La piattaforma non si sostituirebbe ai sistemi ufficiali di controllo, ma potrebbe rappresentare un supporto aggiuntivo alla prevenzione, alla raccolta delle informazioni e alla tutela ambientale della Valle Caudina.
Un altro tema affrontato ha riguardato la possibilità di intervenire sulle aree degradate o esposte al rischio di abbandono di materiali e rifiuti, affiancando alle attività di controllo anche azioni di riqualificazione e miglioramento del decoro urbano.
Il prof. Antonio Saracino ha richiamato l’importanza della forestazione e della piantumazione di alberi, non soltanto nelle aree extraurbane, ma anche negli spazi cittadini in cui tali interventi risultino compatibili con le caratteristiche dei luoghi e con le esigenze di sicurezza e manutenzione.
In questo quadro è stata evidenziata la disponibilità della Regione Campania, attraverso il vivaio forestale del Fizzo, ad Airola, a valutare la possibilità di mettere a disposizione piante destinate a interventi di forestazione e riqualificazione, comprese le aree urbane, secondo le modalità da concordare con i soggetti competenti.
Nel corso dell’incontro era presente il dott. Aniello Andreotti, in rappresentanza della dott.ssa Flora Della Valle. Il contributo si inserisce nella prospettiva di una collaborazione tra istituzioni, competenze tecniche e realtà associative per promuovere interventi concreti di cura del territorio.
L’incontro ha registrato la partecipazione di cittadini, associazioni ed esponenti delle amministrazioni locali, tra cui il sindaco di Bucciano, Pasquale Matera, la vicesindaca di Moiano, Lucia Meccariello, e il vicesindaco di Rotondi.
La presenza di competenze ed esperienze diverse ha consentito di approfondire il tema degli incendi sotto molteplici aspetti, dalla tutela della salute al monitoraggio ambientale, fino alla prevenzione e alla riqualificazione del territorio.
L’incontro di Airola ha rappresentato un momento di confronto e approfondimento che ha messo in evidenza una necessità condivisa: continuare a occuparsi del territorio con metodo, responsabilità e collaborazione.
Servono dati attendibili, monitoraggi nel tempo, una corretta informazione e un dialogo costante tra ricerca scientifica, istituzioni, associazioni e cittadini. Allo stesso tempo, è importante tradurre le riflessioni in proposte operative, dalla prevenzione degli incendi al contrasto dell’abbandono dei rifiuti, dalla forestazione alla cura degli spazi urbani.
Conoscere, monitorare, prevenire e collaborare: è da qui che può partire una strategia concreta e condivisa per la tutela ambientale della Valle Caudina, salvaguardando la salute delle persone, il patrimonio naturale e le attività economiche del territorio.


