ECONOMIA
Lotta all’evasione, Benevento virtuosa: è tra i pochi Comuni del Sud a collaborare con il fisco
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L’evasione fiscale in Italia è una voragine da oltre 107 miliardi di euro all’anno. Di fronte a questa cifra enorme, però, i Comuni italiani sembrano quasi fermi a braccia conserte. Nel 2024, in tutta la penisola, le amministrazioni comunali sono riuscite a far emergere appena 5 milioni di euro attraverso le segnalazioni fatte all’Agenzia delle Entrate, dividendosi un incasso complessivo di circa 2,5 milioni. Il motivo? Solo 304 Comuni su quasi 7.900 si sono dati da fare.
In questo panorama nazionale di quasi totale immobilismo — che vede ben 52 capoluoghi di provincia a quota zero — Benevento si distingue come una delle rare note positive nel Mezzogiorno.
Secondo i dati dell’Ufficio Studi della CGIA di Mestre, il Comune di Benevento figura tra i pochissimi in Campania ad aver ottenuto un ritorno economico concreto grazie alle segnalazioni anti-evasione inviate al fisco.
La città sannita si piazza al 66° posto in Italia, con un importo spettante di 5.330,93 euro. Può sembrare una cifra simbolica, ma assume tutto un altro valore se si guarda al resto della regione: in tutta la Campania sono appena 8 i Comuni su 550 ad aver incassato qualcosa. Per fare un confronto, Benevento fa decisamente meglio di grandi città come Napoli, ferma a poco più di 830 euro, o di capoluoghi come Avellino e Salerno, che non hanno incassato un solo centesimo.
A trainare la classifica nazionale sono soprattutto i comuni del Centro-Nord: in vetta ci sono Genova (oltre 406 mila euro), Milano (376 mila euro) e Prato (170 mila euro).
Perché nel Sud e in gran parte d’Italia i sindaci restano inattivi? Il report spiega che le difficoltà sono reali: manca personale qualificato negli uffici comunali per fare le “investigazioni” necessarie, e le regole per inviare le segnalazioni sono molto rigide.




