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Morti sul lavoro, UIL: “Serve riconoscere omicidio colposo e insediare procura speciale”
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“È una mattanza senza fine quella delle morti sul lavoro, un’altra vita spezzata che non torna a casa. Quanti lavoratori devono morire ancora affinché le istituzioni e il Governo mettano in campo azioni mirate e decisive? Così Giovanni Sgambati e Alfredo Di Rubbo, rispettivamente segretario generale della UIL Campania e coordinatore della UIL di Benevento.
«Abbiamo detto più volte come UIL che le morti sul lavoro non sono semplici incidenti o fatalità, ma veri e propri omicidi e che serve insediare una procura speciale per gli incidenti mortali sul lavoro», sottolineano Sgambati e Di Rubbo. «Ma ad oggi, nessun reale cambiamento sul tema della salute e della sicurezza sul lavoro abbiamo riscontrato».
«Altra battaglia che è necessaria portare avanti, poi, non è solo quella dei controlli e delle ispezioni a tappeto, ma anche quella della prevenzione e della formazione. Interveniamo prima che accadano gli incidenti, si investa in sicurezza e in formazione: solo con tutte queste azioni messe insieme potremmo cominciare ad arginare e fermare questa scia di sangue e di ingiustizia sui luoghi di lavoro».




