ECONOMIA
Coldiretti, credito d’imposta gasolio agricolo salva semine. Masiello: “Provvedimento importante che consente le attività fondamentali della stagione”
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“La conferma dell’estensione alle aziende agricole della misura sul credito d’imposta adottata per la pesca, nata da una nostra proposta, è importante per salvare le semine primaverili e l’annata agraria”. Lo afferma Gennarino Masiello, Presidente Provinciale e Vice Presidente Nazionale Coldiretti.
“E’ un provvedimento importante – continua – per il quale Coldiretti ringrazia la Premier Giorgia Meloni e il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, per aver dato il via libera alla richiesta avanzata assieme al Ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida nel corso della mobilitazione di Firenze”.
A causa della guerra i prezzi del gasolio agricolo sono passati da circa 0,85 euro/litro fino a 1,45 euro/litro, con aumenti superiori a quelli registrati per il diesel ordinario. Un balzo record che aveva portato Coldiretti a presentare una denuncia in Procura e Guardia di Finanza contro le speculazioni”.
Grazie ad un simile provvedimento “migliaia di nostri agricoltori – avverte – possono affrontare con un minimo di serenità in più gli impegni economici che li attendono per portare avanti il proprio lavoro nei campi”. Ma non per questo le difficoltà sono terminate. “E’ il caso di ricordare – aggiunge – che Il caro gasolio, unito ai rincari dei fertilizzanti (l’urea ha fatto registrare un nuovo balzo in avanti a 835 euro a tonnellata, contro i 585 di prima della guerra), rischia, infatti, di bloccare l’annata agraria proprio alla vigilia delle semine primaverili”. In questa fase l’uso delle macchine agricole è indispensabile per le operazioni di preparazione dei terreni e l’agricoltura italiana non può permettersi di far restare i trattori nei capannoni. “L’aumento dei costi di produzione – conclude – rischia di far sentire i suoi effetti sui prezzi al consumo, anche se va sottolineato come gli aumenti delle quotazioni nei campi corrispondono in realtà, il più delle volte, a pochi centesimi al chilo”.




