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A San Marco dei Cavoti confronto tra esperti sull’autismo con approcci multidisciplinari e nuove frontiere tecnologiche
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Non solo una ricorrenza, ma un cantiere aperto di scienza e umanità. In occasione della Giornata Mondiale per la consapevolezza sull’Autismo il Centro Medico di Riabilitazione San Marco di San Marco dei Cavoti ha aperto le porte a famiglie, professionisti e cittadini per l’evento “Conoscere, comprendere, costruire”.
“Il nostro obiettivo è sensibilizzare tutti, partendo dai più giovani”, ha spiegato Mariangela Cocca, direttore amministratore del centro. “Vogliamo creare una cultura della consapevolezza che sia davvero inclusiva”.
Il CMR San Marco, centro accreditato con il Sistema Sanitario Nazionale, opera attraverso un team multidisciplinare composto da logopedisti, neuropsicomotristi, psicologi e terapisti occupazionali. Una sinergia di competenze fondamentale per rispondere alla complessità dei disturbi dello spettro autistico: “Non esiste uno standard – ha specificato Leonardo Vagli, direttore sanitario – perchè ogni bambino ha bisogno di un percorso cucito su misura per le sue specifiche necessità”.
Al centro del dibattito, la necessità di una diagnosi precoce. Il percorso inizia spesso con l’osservazione dei primi “campanelli d’allarme”, che possono manifestarsi già in epoca neonatale. Intervenire presto significa garantire al bambino la migliore qualità di vita possibile e una reale integrazione nella società.
“I percorsi riabilitativi – ha raccontato Filomena Della Pietra, terapista della neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva – sono spesso lunghi, accompagnando i pazienti dalla nascita fino all’età adolescenziale e, in molti casi, anche in quella adulta, con l’obiettivo di raggiungere la massima autonomia possibile.
La vera frontiera presentata durante l’incontro riguarda l’integrazione tra clinica e innovazione digitale. Angelo Nardone (CSC Informatica) ha illustrato come la ricerca stia sviluppando sistemi di Intelligenza Artificiale pensati per entrare nelle case delle famiglie: “Stiamo implementando supporti domestici per aiutare i genitori a gestire momenti complessi, come le crisi, che possono spiazzare chi non ha una formazione specifica”.


