CULTURA
A Benevento il pronipote di Mussolini racconta il Ventennio: tra storia e polemiche
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A oltre ottant’anni dalla fine del Ventennio, il nome Mussolini continua a dividere e a far discutere. È accaduto anche questa sera a Benevento, dove la presentazione del libro del pronipote del Duce, Caio Mussolini, ospitata nella sala Antico Teatro di Palazzo Paolo V, ha riacceso un dibattito che intreccia memoria storica, libertà di espressione e sensibilità politica.
“Mussolini e il fascismo. L’altra storia”: questo il titolo del volume: obiettivo, secondo gli organizzatori, quello di coinvolgere persone di diversa estrazione culturale in un confronto sul tema, auspicando una lettura condivisa e costruttiva del periodo storico, al di là delle fratture ideologiche del Novecento. Dopo i saluti istituzionali, hanno dialogato con l’autore gli ex sottosegretari Umberto Del Basso De Caro e Pasquale Viespoli, moderati dal giornalista Giancristiano Desiderio.
Durante la presentazione, lo stesso Mussolini – che è un Ufficiale di Marina in congedo – ha spiegato il senso del suo lavoro: “A ottant’anni dalla fine del fascismo, se ne continua a parlare sempre più per sentito dire invece che studiato. È un fenomeno molto complesso, articolato, non un menù alla carta dal quale scegliere ciò che fa comodo. Ho scritto L’altra storia per dare una visione diversa da quella che è stata raccontata in questi 80 anni. È un lavoro di ricerca storica, inattaccabile, e trovo ridicolo che qualcuno pensi che io non possa scrivere o presentare un libro per via del mio cognome. Invito sempre chi è critico a venire a discutere: confrontarsi fa bene, e leggere l’altra storia sorprende”.
Mussolini ha inoltre ribadito l’importanza di studiare la storia in modo completo e contestualizzato, distinguendo i fatti documentati dalle narrazioni romanzate: “Ho cercato di riunire centinaia di fonti, distinguendo tra romanzo e lavoro storico. Studiare la storia è complesso, ma necessario per arrivare a una visione condivisa. È fondamentale lasciarci il fascismo alle spalle e non usarlo come strumento di scontro politico. Oggi parlare a vanvera di fascismo è anacronistico e fuorviante”.
Caio Mussolini ha inoltre sottolineato aspetti meno conosciuti del periodo, come il ruolo delle donne e le dinamiche politiche del dopoguerra, invitando a una riflessione su eventi e figure storiche spesso semplificate o caricaturali.
La presentazione è stata preceduta da prese di posizione critiche da parte di Alleanza Verdi e Sinistra e del Coordinamento regionale ANPI Campania. AVS aveva chiesto al Comune di revocare l’autorizzazione all’evento, ritenendo inopportuno ospitarlo in una sede istituzionale e parlando di una possibile lettura revisionista del Ventennio. L’ANPI ha ribadito che il fascismo resta una pagina storica segnata da repressione e soppressione delle libertà, richiamando il valore antifascista della Costituzione e della memoria della Resistenza.

