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Scuola

Per Natale un’“Orchestra di relazioni” alla Sant’Angelo a Sasso

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L’aria di Natale si riconosce anche a occhi chiusi: basta ascoltare. Nei cortili e nei corridoi dell’Istituto Comprensivo Sant’Angelo a Sasso, in questi giorni, bambini e ragazzi di età diverse si sono ritrovati fianco a fianco in un’esperienza che va ben oltre il concerto. Le prove iniziano in punta di piedi, tra spartiti spiegazzati e melodie accennate sottovoce. Giorno dopo giorno, le voci si accordano e prende forma un mosaico sonoro capace di coinvolgere tutti. Tra canti tradizionali e moderni, anche qualche incursione in lingua straniera, per scoprire che gli auguri di pace e serenità hanno la stessa forza in ogni lingua e cultura.

«La musica a scuola ha un potere speciale: scioglie le distanze, avvicina, crea legami», spiega Claudio Patuto, docente di Musica, che ha curato il progetto con le docenti della primaria Anna Toro e Pina Preziosi. «Non lavoriamo per la performance, ma per costruire un clima di ascolto reciproco. Quando i ragazzi cantano insieme, imparano a sentirsi parte di qualcosa di più grande». È un’“orchestra di relazioni”, dove ciascuno trova il proprio posto e il Natale diventa un’esperienza condivisa.

Accanto alla musica, un’altra voce attraversa la scuola in questi giorni: quella del giornalino “Il Sasso”, nella sua edizione natalizia. Un progetto scritto e impaginato dagli alunni, che trasforma la classe in una vera e propria redazione. Ci sono ruoli, responsabilità, tempi da rispettare, decisioni da prendere insieme. E c’è anche la distribuzione del giornale fuori dalla scuola, in città, come gesto concreto di apertura alla comunità. «Gestire la classe come una redazione significa proporre un autentico compito di realtà», racconta Alessandro Paolo Lombardo, docente di Italiano. «Gli studenti mobilitano competenze diverse, praticano l’educazione civica non in astratto, ma vivendola. Così la dimensione formativa e la vita sociale si ricongiungono come esperienza biografica che resta nella memoria». Nel giornalino trovano spazio articoli, riflessioni, racconti e quella che i docenti definiscono una vera e propria “felicità grafica”: tavole illustrate, colori intensi e soluzioni originali, spesso realizzate da alunni con autismo, in un’ottica di valorizzazione della neurodiversità come risorsa creativa. Il risultato è un prodotto corale e solidale. Tra i contenuti più riusciti dell’edizione natalizia spiccano le storie zen di Natale, brevi racconti scritti dagli alunni in cui ogni sfortuna si rivela una fortuna più grande, e viceversa. Tra panettoni, piccoli guasti e miracoli quotidiani, prende forma un esercizio di sguardo che insegna a non fermarsi alle apparenze, ad accogliere l’imprevisto senza scoraggiarsi, a scoprire che ciò che sembra negativo può nascondere un vero dono.

Anche gli spazi della scuola diventano strumenti educativi. Nel corso dell’autunno, il grande salone polifunzionale del plesso di Cretarossa si è trasformato in un ambiente di esperienze sensoriali, costruito a partire da materiali naturali, con foglie, frutti ed elementi stagionali portati a scuola dagli stessi bambini insieme alle docenti. Nel periodo natalizio, lo stesso spazio ha cambiato volto ancora una volta, diventando un vero e proprio teatro, capace di ospitare una compagnia teatrale che ha coinvolto e affascinato i bambini con uno spettacolo fatto di canti, balli e momenti narrativi.

È così che i tre ordini di scuola lavorano in continuità per trasformare le aule in comunità, con un’energia nuova che – senza soluzione di continuità – unisce l’eredità umana e professionale dei precedenti dirigenti Michele Ruscello e Giovanna Falzarano alla cultura gestionale di Teresa De Vito, attuale dirigente della Sasso e del Liceo Classico Giannone. Come sempre, allora, il Natale alla Sant’Angelo a Sasso non è solo un momento celebrativo, ma una vera e propria esperienza educativa capace di accelerare i processi di costruzione del gruppo e di cocostruzione dei significati. Una possibilità esplorata anche negli spazi all’aperto, che consentono apprendimento informale, pratiche di didattica outdoor, lavori di gruppo open air, momenti di creatività e socialità libera o strutturata. E, alla fine, il regalo più bello non è lo spettacolo in sé, ma il percorso che lo rende possibile.

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