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POLITICA

Romano Prodi a Sant’Agata de’ Goti per presentare il libro “Il dovere della speranza”

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In una suggestiva cornice di pubblico la Scuola Diocesana di Impegno socio-politico di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti ha organizzato a Sant’Agata de’ Goti, nel Duomo di Santa Maria Assunta, la presentazione del libro di Romano Prodi, edito da Rizzoli.

“Il dovere della speranza”: questo il titolo del lavoro dell’ex Presidente del Consiglio che dialoga con il giornalista Massimo Giannini sulle guerre, il disordine mondiale, la crisi dell’Europa e i dilemmi dell’Italia.

«Sono tutti buoni a parlare con san Francesco, il problema è quando devi parlare con il lupo», apre in questo modo la conversazione con Don Matteo – nipote di Prodi – l’economista emiliano in terra saticula.

Custodire e promuovere “il dovere della speranza” vuol dire non arrendersi alla progressiva evanescenza europea, vuol dire continuare a credere in una politica internazionale che non sia solo uno strumento dottrinario di rese dei conti. Perché il rischio di perdere tutto è incredibilmente concreto.

“Nessuno – dice Prodi – si ingegna per provare a salvare le conquiste che hanno reso l’Europa la terra dei diritti e delle libertà solidali, nessuno pensa a preservare e rilanciare l’eredità buona del XX secolo, che ci ha lasciato le due più immani sciagure di sempre, cioè le due guerre mondiali, ma ci ha anche donato la più grande invenzione delle democrazie moderne, cioè il Welfare State”.

Dalla chiacchierata con Prodi emergono tutti i principali nodi conflittuali di oggi: autocrazie contro democrazie, civiltà contro barbarie, la dea incompiuta e irrisolta dell’Europa fino a toccare i nervi scoperti dei problemi interni al nostro Paese.

Nella intervista l’ex premier sottolinea la necessità di un riarmo europeo tenendo conto della forza bellica dell’America e della Russia per mettere in campo una difesa militare sufficiente per difendere il continente da eventuali minacce.

“E’ uno scenario inedito che si sta prospettando, dobbiamo trovare argomenti utili per unire i popoli europei cosi diversi soprattutto se pensiamo che una potenza come gli Stati Uniti d’America abbia cambiato totalmente, quasi abbandonandoli i suoi principi di libertà, democrazia, eguaglianza e accoglienza” .

E aggiunge: “Bisogna continuare a credere in una politica internazionale che non sia solo uno strumento dottrinario di rese dei conti. Perché il rischio di perdere tutto è incredibilmente concreto…”

Inevitabile il riferimento alla politica interna: “Necessario un nuovo e vero leader per rimettere in piedi questa sinistra o, per meglio dire, trovare le motivazioni che sarebbero necessarie per riportare al voto quella immensa fascia di astensionisti che, alla fine, con la loro “non scelta”, scelgono per noi”.

Su Mastella: “Nel gennaio del 2008 il Paese subì un terremoto politico e una crisi di governo per nulla, sono stato buttato fuori da lui…”.

Ritornando al tema principale dell’incontro di Sant’Agata de’ Goti il risultato è stato un confronto serrato su tutti i mali che rischiano di polverizzare il lungo lavoro di costruzione politica della pace. Con una certezza: abbiamo ancora “il dovere di sperare”, soprattutto per i giovani, perché questa è la vera sfida per il futuro.

 

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