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SANNIO

Faicchio, amianto e degrado ambientale in contrada Marafi: la denuncia di Pro Vita

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Le Guardie Ambientali della Federazione Nazionale Pro Vita hanno scoperto e denunciato alle Autorità competenti una situazione di degrado ambientale in contrada “Marafi” a Faicchio. A spiegare quel che è successo il Presidente Provinciale della Federazione Nazionale Pro Vita di Benevento, Claudio Casbarra: “Appena si imbocca la strada che costeggia il fiume, in contrada “Marafi” – ha spiegato  – si notano subito rifiuti sparsi qua e là a margine della strada fino a vedere dell’Eternit”.

E ha aggiunto: “Proseguendo in avanti in uno stradone adiacente alla pubblica via – ha continuato – si è accertato essere una quantità spropositata di rifiuti, di ogni tipologia possibile persino lo scheletro di un animale morto che sembra essere di cinghiale, pezzi di animale e l’immancabile Eternit. In quel luogo l’aria sembra irrespirabile tali sono le esalazioni emanate dai rifiuti sversati. Proseguendo ancora in avanti si incontra un altro stradone il cui accesso è impedito da due balloni di fieno ed altra roba tipo mobili e materassi. Entrati con non poche difficoltà nello stradone non si è potuto che rilevare uno spettacolo indecente con quello accertato in precedenza ma quello che doveva venire era fuori dal comune”.

Casbarra ha evidenziato poi che “circa una quindicina di anni fa, ma forse ancora prima, sempre in contrada Marafi, sotto il viadotto posto al km 31+800 della ss. 372 fu denunciato uno sversamento di rifiuti speciali e nocivi. Quello che si è avuto modo di accertare è che, nello stesso luogo, oltre ad una quantità esagerata di rifiuti coperti da vegetazione, terriccio e residui vari, si sono aggiunti, oltre alle immancabili lastre di Eternit, nuovi sversamenti di rifiuti che rendevano l’aria nauseabonda. Persino il Sorvegliante dell’ANAS ha cercato di arginare l’accesso all’area mettendo un cancello all’ingresso dello stradone che viene sistematicamente aggirato.

Abbiamo chiesto ad un contadino che lavorava in zona – ha continuato Casbarra – se, dalla nostra prima denuncia di circa quindici anni fa ad oggi si è mai provveduto a bonificare la zona ottenendo la conferma che in zona non si è mai fatto nulla. A questo punto ci chiediamo: è mai possibile che per tanto tempo nessuna pubblica Autorità, a partire dal Sindaco che incarna l’Autorità Sanitaria Comunale, non abbia mai provveduto a bonificare la zona? È mai possibile che nessuno addetto alla vigilanza ed al controllo del territorio non abbia mai fatto quella strada in tutti questi anni?”. Il Presidente della Federazione Pro Vita ha dedotto : “Più che ‘terra dei fuochi’ sembra ‘terra di nessuno’”. Ha concluso il Presidente: “Abbiamo sin da subito informato l’Autorità Giudiziaria e poi agli altri uffici competenti sperando che si possa porre fine a questo disastro ambientale”.

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