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Fortore

A Castelvetere in Val Fortore il libro del giornalista Mauro Lucio Novelli

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Mauro Lucio Novelli, 71 anni, giornalista pubblicista, originario di Sessa Aurunca, presenterà nel Sannio il suo diciottesimo libro dal titolo ‘Viaggio con Renato Filippelli fra alcuni scrittori italiani Interviste. Poesie e racconti’.

La presentazione, in anteprima nazionale, sarà a Castelvetere Val Fortore, sabato 23 settembre alle ore 17 nella sala consiliare del Comune. Porterà i saluti il sindaco Gianfranco Mottola che, oltre a illustrare le caratteristiche paesaggistiche, turistiche e storiche del paese sannita, evidenzierà l’importanza dell’Antiquarium.

 Dopo il Sindaco Mottola, interverranno: l’architetto Severina Tambascia , Direttrice dell’Antiquarium Comunale e Giuseppe D’Agata, componente dell’Antiquarium Comunale. Intermezzi musicali con il sassofono a cura di Alessio Bibbò.

Renato Filippelli, Poeta Storico della Letteratura Italiana, Docente nell’Istituto Universitario “Suor Orsola Benincasa” di Napoli, Presidente del Premio Internazionale Culturale “Giano Città di Formia” nonché Direttore dell’Osservatorio Editoriale “Giornale del Golfo” il giorno 20 maggio 2010, ha raggiunto la casa del “Padre” lasciando un grande vuoto fra i propri cari i suoi amici e il mondo della cultura italiana. Con Renato – dice il giornalista Mauro Lucio Novelli -, siamo stati amici per quarant’anni. Il nostro sodalizio è nato quando sono stato studente in una scuola di Formia, da allora abbiamo intrapreso insieme, numerose iniziative culturali che hanno fatto sempre registrare tanti successi. Quando nel 1988 fu costituita l’Associazione A.R.T.E. 2000 (Associazione di Ricerca Turistica Ecologica aderente alla Federazione Nazionale Pro Natura), il mio amico Filippelli accettò con piacere la carica di “Presidente Onorario” partecipando a tutte le iniziative e manifestazioni organizzate nell’ ambito di Cinque Festival Internazionali di Ecologia. L’azione di A.R.T.E.2000 nelle varie manifestazioni a difesa dell’ambiente mirava ad essere riconosciuta come un “monito a chi presume di separare il proprio destino da quella della natura.

Non è facile e forse è possibile, una risposta che non assomigli a una supposizione perché nessun meccanismo statistico è in grado di misurare i mutamenti che un’azione etica – civile promuove nella coscienza collettiva. Un fatto concreto Renato e lo scrivente – continua Mauro Lucio Novelli – lo avevamo raggiunto. Già nei due precedenti “Festival Ecologici”, la stampa nazionale diete ampio eco alle nostre iniziative. Inoltre avevamo coinvolto quasi tutti i gestori del potere pubblico nella nostra provincia, sollecitandoli a uscire dal comodo limbo-rifugio delle adesioni di massima e impegnarsi con concretezza coraggiosa e tangibile. Uno dei fini perseguiti sin dall’inizio, da A.R.T.E. 2000 era appunto la sensibilizzazione del settore politico amministrativo. L’altro fine, certamente più ambizioso, era quello di coinvolgere l’intero corpus sociale in un processo di rifondazione della coscienza ecologica; ebbene la massiccia presenza di un pubblico eterogeneo (professionisti, studenti, operai, impiegati e contadini) alle manifestazioni promosse da A.R.T.E. 2000 sembrava legittimare l’ipotesi che lo sforzo intrapreso aveva agito come due grosse pietre lanciate nello stagno dell’indifferenza della vile acquiescenza al degrado ambientale”. Renato Filippelli non né uno scienziato né un ecologista di professione ma un uomo di lettere e di arte con radici ben piantate nella memoria della civiltà contadina”.

” Le conversazioni con Renato Filippelli, sottolinea Mauro Lucio Novelli, nel corso di tutti questi anni sono state tante ed alcune le ho riportate all’ interno del Giornale del Golfo. Ricordo che nel mese di dicembre del 2002, dopo aver discusso con lui sui temi della presenza femminile e della natura nella trasposizione letteraria, nell’imminenza delle festività natalizie abbiamo affrontato un tema che potrà sembrare inusitato fra due laici come noi:” Il Natale nel suo più genuino significato nella civiltà dei consumi”. A Renato posi una domanda su cosa ne pensava della posizione dei giovani di fronte al Vangelo ecco la risposta: “Non credo che si possa parlare di rifiuto. Le nuove generazioni quando non sono fuorviate da falsi miti o dalle cosiddette “religioni di sostituzione”, care ai cultori del nichilismo, sentono il fascino del genuino cristianesimo, custodito dal Vangelo. Sono infiniti gli esempi di giovani che, attraverso il volontariato assistenziale, testimoniano, senza clamori pubblicitari, la loro adesione alla morale evangelica, al suo appello, alla solidarietà come dono gratuito, che nulla chiede in cambio”. Il viaggio nella letteratura italiana contemporanea era l’argomento preferito dello scrittore della “Terra Aurunca”.

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