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SANNIO

Il PCI di Sant’Agata de’ Goti attacca sull’affidamento della gestione del servizio idrico integrato

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“Il Partito Comunista Italiano di Sant’Agata de’ Goti torna sulla questione acqua pubblica. Sui canali social del PCI è stato pubblicato un video allo scopo di informare i cittadini su quanto sta avvenendo in Campania rispetto all’affidamento della gestione del servizio idrico integrato.

È in via di approvazione la costituzione di una società a capitale misto pubblico-privato, denominata “Sannio Acque s.r.l.”, che gestirà il servizio idrico per i prossimi trent’anni. Con una nota del 4 gennaio 2023, De Luca ha intimato ai Comuni interessati di procedere all’approvazione dello Statuto della società e di confermare l’adesione alla stessa entro il 20 gennaio 2023.

Cosa non convince di questa procedura? La “Sannio Acque S.R.L.” avrà il 55% di quota pubblica ed il 45% di quella privata. Attenzione però, la quota pubblica sarà divisa per i 78 comuni partecipanti, rendendo di fatto il peso decisionale dei singoli comuni pari a zero. Secondo lo Statuto in approvazione, inoltre, lo stesso Amministratore Delegato di “Acque Sannio” sarà indicato dal socio privato. In Campania solo in provincia di Benevento si è deciso di affidare a un privato una quota societaria così alta. Ad oggi non sono noti piano economico e piano industriale della società. Non è stato ancora approvato il Piano d’Ambito distrettuale sannita. L’art. 32 dello statuto in approvazione consente alla suddetta società di fare utili sull’acqua, in totale dispregio della consultazione referendaria del 2011 e, nel caso di Sant’Agata, alle promesse elettorali pronunciate dai palchi dall’attuale maggioranza consiliare.

Il 17/01/2023, sul sito del comune di Sant’Agata è stata pubblicata la bozza di delibera e lo statuto della società costituenda, pubblicati con lo scopo formale di indire una consultazione pubblica per informare e coinvolgere i cittadini sulla questione, così come stabilito dal Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica e dalle linee guida ministeriali sulla consultazione pubblica.

Purtroppo, concretamente, niente di tutto è stato predisposto, per cui nessuna consultazione reale si terrà né a Sant’Agata, né negli altri comuni del beneventano; le doverose consultazioni pubbliche sono probabilmente impedite anche dalla fretta di deliberare che De Luca sta mettendo alle amministrazioni locali.

In conclusione, si sta velocemente avanzando su un tema fondamentale per i cittadini, quello della gestione dell’acqua pubblica, senza informare adeguatamente la popolazione, che potrebbe trovarsi a fare i conti con un gestore unico sostanzialmente privato fino al 2050. Di questo il PCI chiede conto a Comune e Regione”.

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