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Martignetti (Isidea) rilancia l’idea di una nuova regione per i sanniti

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“Il desiderio di tanti Sanniti di lasciare la Campania ormai “infelix” per approdare ad una Nuova Regione è notevolmente aumentato in questo tempo di pandemia, che penalizza la nostra provincia con continue e discutibili scelte politiche, non solo in campo sanitario.

La storia dei tentativi di distacco del Sannio dalla Campania napolicentrica – scrive Rito Martignetti, responsabile dell’associazione Isidea – iniziò in epoca risorgimentale, in occasione della nascita della Provincia di Benevento. Successivamente, nell’ambito del riordino amministrativo previsto nel 1889 dal governo Crispi, avanzò l’idea della Regione Sannio, che riprese vigore ad inizio Novecento per opera degli storici Antonio Mellusi ed Almerico Meomartini, con quest’ultimo che collegò l’ideazione del Palazzo del Governo alla certezza della promozione di Benevento a capitale del Sannio. 

Alla vigilia della marcia su Roma, fu creata la Società Storica del Sannio, la quale annoverò tra gli aderenti il filologo avellinese Enrico Cocchia, nominato presidente, e lo storico Alfredo Zazo.

La Società, che pubblicò per un decennio i suoi Atti in una rivista diretta da Antonio Iamalio, si prefisse l’integrazione politica delle province di Benevento, Avellino e Campobasso, allo scopo di dare vita alla Regione Sannio, solo recepita dall’I.G.M. in una carta del 1923.

Ma Mussolini, a fine novembre del 1932, vietò il riferimento alla regione negli atti che interessavano più province ed il discorso si interruppe bruscamente, per riprendere a liberazione avvenuta.

In Costituzione – prosegue la nota – furono individuate le regioni da creare e, con il secondo comma dell’art. 132, si lasciò aperta la possibilità di costituirne nuove, a precise condizioni.

Dopo il molto ritardato varo delle regioni, nel 1970, soprattutto la proposta del Molisannio è tornata periodicamente, affiancata dagli altri tentativi di aggregazioni, per esempio Benevento – Avellino – Salerno della Regione Tirrenia e della Regione dei Due Principati, nata nel lontano 1947 all’interno dell’Assemblea Costituente.

Nel luglio 2008, ISIDEA avanzò una proposta di sintesi tra le varie ipotesi: la Sanniobardia, comprendente il Molise, Benevento, Avellino e Salerno. Non una semplice sommatoria, ma discorso storico e territoriale coerente, che trova un precursore nel grande Arechi II, supremus princeps gentis Langobardorum, il quale, coltivando il mito del Sannio, si sentiva princeps Samnitium.

Per non ripartire daccapo e confusamente, a nostro parere occorre far tesoro di alcune iniziative, tra cui quella del Movimento per la Regione Molise-Sannio, nato nel 1971 grazie ad Ismaele De Ciampis e che portò alla sua presidenza il combattivo Togo Bozzi, autore del neologismo Molisannio.

Storica – continua Martignetti – è poi la deliberazione del Consiglio Provinciale n. 113 del 22 settembre 1993, in cui si chiese, a voti unanimi, l’inserimento del territorio provinciale nell’ambito di una diversa regione.

Il 5 novembre successivo si celebrò presso il Museo del Sannio, alla presenza del direttore Elio Galasso, il collegato convegno-dibattito sul tema “La nuova Regione dei Sanniti”, che vide gli interventi di rappresentanti delle Università di Benevento e Campobasso e dei presidenti delle Province di Benevento, Campobasso ed Isernia.

Più recente e degna di nota è l’attività portata avanti dal Comitato “Salviamo il Sannio”, che riuscì a raccogliere quattromila firme e ad ottenere l’apposito Consiglio Provinciale del 12 novembre 2012, che purtroppo bocciò la petizione popolare, tendente ad ottenere la deliberazione necessaria ad avviare la procedura referendaria richiesta dal predetto art. 132 della Costituzione.

Riguardo alla “secessione” del Sannio dalla Campania, lo storico Gianni Vergineo invitava comunque a scansare il pericolo dell’invenzione “politica” di un nemico, finalizzata a calmare la rabbia della gente e ad occultare malgoverno, ruberie, incapacità gestionali, mettendo in salvo i privilegi di casta.

In passato – conclude Martignetti – non è stato difficile sgamare politici impegnati a ridisegnare confini regionali a misura del proprio collegio elettorale! Di nuovo “cerniera tra due mari” o per sempre “pattumiera” della Campania? Ai Sanniti la responsabilità della scelta”. 

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