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Sindacati

Fp Cgil: ‘No a cambio di contratto per il lavoratori di Villa Margherita’

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“Anni di lotte, di scioperi, assemblee, sacrifici e, non da ultima, l’emergenza Covid 19, in virtù della quale sembrerebbe che vi siano pronte da stanziare ingenti somme di denaro, specificamente destinate al riammodernamento  dell’intero comparto sanitario nazionale, e invece a Villa Margherita cosa succede? Succede che alla vigilia di un incontro sindacale, fissato per il 14 settembre (poi annullato), il direttore della Società Kos incontra tutti i coordinatori aziendali (mica i sindacati?) per comunicare loro, seppur informalmente, di voler effettuare un cambio di contratto al personale tutto, passando dal CCNL AIOP a quello ARIS, tanto osteggiato dalla FP CGIL in quanto svende al ribasso tutta una serie di voci e indennità che, invece, l’attuale contratto AIOP mantiene dignitosamente”. Questa la denuncia di Pompeo Taddeo, coordinatore provinciale della Fp Cgil Sanità Provata.

“Inutile dire – aggiunge il sindacalista – che la sottoscrizione, avvenuta a suo tempo in sede nazionale, di tale accordo al ribasso, fu sostenuta da CISL e UIL, mentre la FP CGIL allora come oggi, esprime con fermezza la propria contrarietà ad una trappola salariale che non va nella giusta direzione.

Tutto questo sta per accadere a Villa Margherita, la struttura che più delle altre ha sofferto i delicati momenti legati alla pandemia di quest’anno, esponendosi a critiche e strali provenienti da ogni dove, e che solo grazie allo spirito di missione dei lavoratori e delle lavoratici che, nonostante il vento contrario hanno stretto i denti e continuato a tenere la barra dritta pur navigando in mezzo ad una folta foschia, è riuscita ad oltrepassare ogni pericolo, anche quando si è trattato di fermare le attività per risanare e ristrutturare i locali.

E si sa che, in questi momenti, nulla può essere scontato, mentre solo grazie agli operatori ancora una volta sacrificati al rilancio aziendale, si è riusciti ad oltrepassare anche quest’altro ostacolo. Adesso invece, nelle more delle ingenti risorse che saranno destinate all’intero comparto della sanità a livello nazionale, – conclude Taddeo – non consentiremo la facile opera di speculazione finanziaria sulla pelle dei dipendenti, avallata anche da Cisl e Uil e, in specie, da qualche “jolly” che veste i panni della nonna di cappuccetto rosso pur essendo un lupo, eternamente soggetto al cambio di pelo e con i denti ben affilati”.           

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