Un rigogolo maschio, uccello della grandezza di un merlo dallo sgargiante colore giallo del petto con ali e coda nere, è stato rinvenuto ferito da un abitante di contrada Saglieta nel comune di Paduli, il quale ha chiamato in aiuto la Sezione beneventana della LIPU.
Prontamente la LIPU è accorsa grazie ad una sua volontaria, Chiara M. Vesce, per prelevare l’animale, che aveva delle evidenti ferite al petto, e trasferirlo al Presidio di Assistenza Veterinaria (PAV) dell’ASL a S. Giorgio del Sannio, struttura diretta da Antonio Facchiano. Qui la competente equipe di veterinari ha prestato le prime cure all’uccello per poi farlo arrivare a Napoli al Centro Recupero Animali Selvatici (CRAS) istituito dall’ASL Napoli 1 Centro.
Il rigogolo (Oriolus oriolus) è un
uccello migratore che dall’Africa sub-sahariana in primavera
raggiunge l’Europa e l’Asia occidentale. E’ presente come nidificante
anche nella provincia di Benevento, in particolare nell’Oasi di
protezione “Zone Umide Beneventane”, che tutela la fauna
selvatica lungo 17 km del fiume Calore a monte, a valle e nel centro
di Benevento, già negli anni passati la LIPU – grazie ai
monitoraggi faunistici – ha rilevato diverse coppie che nidificano
in questo ambito territoriale. E’ però un uccello molto elusivo che
è difficile da vedere, infatti si rifugia tra la vegetazione a
ridosso dei fiumi che sono in una certa continuità con le aree
boschive collinari ed è possibile osservarlo solo quando attraversa
le aree agricole spoglie di alberi dove il colore giallo dorato del
maschio si nota in maniera netta al contrario della femmina che ha
colori meno sgargianti. Non a caso l’area in cui è stato rinvenuto
si trova in continuità con l’Oasi LIPU “Zone Umide Beneventane”,
su una collina tra Benevento e Paduli che fa da spartiacque tra i
fiumi Calore e Tammaro, rilievo sul cui costone verso il Tammaro è
disposto un bosco di querce la cui lunghezza lineare raggiunge i 3
km, mentre la larghezza è variabile.
La Sezione LIPU di Benevento, pur non riuscendo con le
sole forze del volontariato a rispondere a tutte le richieste di
intervento che a centinaia le arrivano ogni anno e per questo
costretta a concentrarsi sulle specie di maggiore interesse
conservazionistico, ha reputato opportuno soccorrere e far pervenire
il rigogolo ferito alle strutture veterinarie dell’ASL.