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POLITICA

Simeone attacca Mastella: ‘Benevento non si è rialzata. Vada in pensione’

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“Clemente Mastella concede finalmente le tanto attese dimissioni, attese soprattutto da una porzione di amministratori provinciali, tra cui mi inserisco, non certo minoritaria. Una lunga carriera speriamo sia giunta al capolinea, che dopo circa quarant’anni più che curare con l’assistenzialismo i mali del territorio sembra aver risposto positivamente solo alle aspettative lavorative dell’ex Ministro”. Così Marina Simeone, consigliere comunale di minoranza a Castelpoto e presidente dell’associazione culturale ‘Generoso Simeone”.

“Benevento negli ultimi tre anni – ha aggiunto nella nota – non si è rialzata dalla recessione nella quale era finita sia per una generalizzata crisi del sud Italia, sia soprattutto per politiche scellerate territoriali, ed ora facciamo i conti con una disoccupazione giovanile cresciuta dal 2016 al 2018 di 12 punti percentuali e arrivata al 39%; senza tener conto che gli occupati sono per la maggior parte legati a contratto a termine con datori di lavoro sordi rispetto le esigenze del “dare futuro”. Chiediamolo a questi “lavoratori” quanto sono contenti del sindaco Mastella. Ma potremmo anche scomodare i cancellati dall’anagrafe perché trasferiti all’estero oppure in altra località del nord e centro Italia e non sono pochi se i dati Istat sono nel giusto ad indicare la popolazione beneventana calata di circa settecento persone in tre anni. Certo l’impoverimento demografico è sicuramente una costante Italiana ed Europea, ma sono le percentuali beneventane a preoccupare e a far riflettere. A Benevento rimangono gli anziani, gli over 65, rassicurati dall’arrivo alla pensione dopo anni di sacrificio probabilmente, mentre le menti, le energie, le potenzialità fuggono arrabbiate, deluse, demotivate. Cosa ha pensato di fare per loro l’assistenzialista Clemente Mastella?

Del resto l’ormai ex sindaco Mastella non deve render conto al territorio soltanto per gli ultimi tre anni di lavoro politico, perché la sua luminosa carriera ha inizio nel lontano 1976 quando, come lui stesso ha raccontato, si è finto direttore Rai2 per telefonare ai comuni sanniti ed indicare di votare il giovane promettente Mastella. Intraprendente è il caso di dirlo e trasformista come pochi altri camaleonti, avendo passato e fondato diversi partiti, spingendosi a destra e poi a sinistra, ma rivendicando l’onore in ogni ambito della sua attività politica. Ci vuole coraggio a pensare di essere nel giusto dopo tale lunga e decorata carriera, perché offeso dai voltagabbana, come li ha definiti o lillipuziani, colpevoli mio caro ex sindaco di non aver capito qual è la sua visione del territorio, come tanti altri amministrazioni provinciali. Il consenso politico si deve mantenere in piedi sulla base di una visione chiara del territorio, su un progetto comune non rivendicando prebende o lanciando slogan; parlando di cinema a Benevento e dimenticando di migliorare prima le infrastrutture.

Come può arrivare il cinema e la televisione a vedere in Benevento una tappa fissa se il Presidente Mattarella stesso arriva in Freccia Argento, avvisato per tempo dello stato della Telesina? Una strada questa, di cui i Beneventani attendono il raddoppio da circa vent’anni.  Possibile che un ex Ministro, parlamentare di mestiere non abbia acceso i riflettori su tale necessità o su altre infrastrutture come la Caserta sud – Benevento cantierata per il 2014 – 2019 e poi da PD e Cinque stelle procrastinata al 2019 – 2024? La verità è che siamo diventati l’ultima provincia della Campania e che non bastano le cene in bianco, a cui è molto legato per attrarre turismo e far apprezzare la nostra cultura, serve di più, serve l’Europa e serve promuovere le eccellenze locali che sono soprattutto le intelligenze, nate da questo suolo generoso. Le cene in bianco e l’affidamento di città spettacolo all’ente “fiera paesana” gettano solo fumo negli occhi e forse regalano qualche soddisfazione economica a quei pochi che vi lavorano, nulla di più. Così sul fronte Giustizia e sicurezza possiamo leggere dati non rassicuranti, per quanto lo erano state le promesse.

Sarebbe stato il caso che l’ex sindaco Mastella – prosegue la Simeone – avesse spostato capitali in città, come dice di aver fatto, per sostenere le famiglie in difficoltà, dopo i danni dell’alluvione, i cui membri oggi disoccupati o in cerca di convertire la precedente attività, rimangono soli e disperati. Utile anche pensare di rinvigorire la piccola impresa beneventana invece di punirla con l’apertura di centri commerciali che possono regalare qualche posticino di lavoro, senza risolvere il problema occupazione, offendendo la qualità dell’artigianato e spingendo a chiudere attività storiche. Corso Garibaldi è un cimitero e dov’era l’ex sindaco Mastello e sua moglie Sandra, compagna di carriera oltre che di talamo, quando si spegnevano le luci, quando si lasciavano morire i teatri centrali del territorio?

Come amministratrice provinciale e come parte della comunità sannita – conclude – io chiedo all’ex sindaco di non ritirare le sue dimissioni e di non partecipare alle prossime elezioni; vada in pensione, rassicurato dai propri affetti e lasci il campo libero al fine di proiettare il Sannio e la sua capitale fuori dal gioco clientelare. E’ il momento opportuno che tutti coloro che si dicano sovranisti e sensibili alla difesa della identità si uniscano e pensino al bene comune, che elaborino progettualità e impongano a Roma di ascoltare la voce dei territori che devono tornare protagonisti e che non devono essere più disposti ad accettare alcun compromesso e alcun diktat”.

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