“Realtà Popolare conferma il suo progetto di fare politica sul territorio e nei giorni scorsi abbiamo fatto tappa al tanto contestato McDonald’s di Benevento. Abbiamo trovato un ambiente accogliente, personale disponibile e nulla di tutte le polemiche che hanno caratterizzato nelle scorse settimane l’apertura di questo colosso americano del fast food.E soprattutto abbiamo trovato un locale pieno.”
E’ quanto dichiara attraverso una nota la responsabile politica di Realtà Popolare per la provincia di Benevento, Giovanna Romano, aggiungendo: “A noi di Realtà Popolare non piacciono le polemiche sterili e pretestuose pro o contro McDonald’s al solo scopo di acquistare visibilità ma ci piace evidenziare come questo colosso abbia dato lavoro a 40 ragazzi, quasi tutti giovanissimi, condannati altrimenti a dover emigrare.
Dunque non
riusciamo a condividere le polemiche di chi ha deciso di dichiarare
guerra ad una catena che avrebbe provocato ulteriori danni ad una
economia già traballante. Ci piace evidenziare inoltre che molti
nostri concittadini , senza il McDonald’s in città, lo stesso non
hanno rinunciato al panino americano andando nelle sedi più vicine
di Campobasso e Mercogliano. E dunque perché non fare restare in
città tali guadagni?
Quanto alla
salubrità dei prodotti utilizzati, è chiaro che il Made in Italy e
la dieta mediterranea sono altra cosa. Ma sta al buon senso delle
persone sapersi regolare in proposito e trovare l’equilibrio giusto
tra cibo sano e uno sgarro ogni tanto. Quanto al presunto sgarro, ci
teniamo a sottolineare che molti dei prodotti che utilizza McDonald’s
vengono da filiere italiane e dunque sono altamente controllate e
rispondono ai criteri di salubrità che, fatta salva la correttezza
di chi fa parte di tali filiere, dovrebbero avvicinarsi ai canoni del
Made in Italy.”
Pertanto –
conclude Romano – a chiunque pretende di avere in mano la bacchetta
magica che risolva i problemi di una città in difficoltà,
rispondiamo così : quando interviene qualcosa che rappresenta un
aiuto economico per non far emigrare i nostri ragazzi (i quali prima
o poi andranno a formare una famiglia), per riprendere in qualche
modo i consumi in crisi, questo è ben accetto. Quanto al resto,
ognuno si regoli secondo coscienza.”