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AMBIENTE

Benevento, per Legambiente non è più ‘Mal’Aria’: tra i peggiori 7 volte in 10 anni

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Benevento esce dalla classifica delle città con l’aria più inquinata d’Italia. E’ la buona notizia che emerge dai nuovi dati di Mal’aria, il report annuale di Legambiente sull’inquinamento atmosferico in città. Già lo scorso anno, il capoluogo sannita aveva fatto un passo in avanti con il Pm10 e il 2,5 che erano stati contenuti nei limiti di legge per quanto riguarda gli sforamenti. Ventisette, invece, erano stati i giorni con l’Ozono superiore alla norma che in questa edizione si sono ridotti ulteriormente escludendo, finalmente, Benevento dalla classifica speciale.

A livello generale, il 2019 è un anno nero per la qualità dell’aria: 26 i centri urbani fuorilegge sia per polveri sottili (PM10) sia per l’ozono (O3). Prima Torino con 147 giornate fuorilegge (86 per il PM10 e 61 per l’ozono), seguita da Lodi e Pavia. Dal 2010 al 2019 il 28% delle città monitorate da Legambiente ha superato ogni anno i limiti giornalieri di PM10. Torino prima in classifica 7 volte su 10 con un totale di 1086 giorni di inquinamento in città.

Grande soddisfazione per Palazzo Mosti e per l’assessore al ramo, Luigi De Nigris, che nel corso del suo mandato ha investito tempo e risorse nel tentativo di ridurre l’impatto delle polveri sottili. Le domeniche ecologiche sono l’iniziativa più evidente di un piano di qualità dell’aria messo a punto dall’assessorato. “Anche quest’anno – ha affermato l’esponente della Giunta Mastella – la classifica Mal’Aria 2020 di Legambiente conferma che Benevento non è tra le città che hanno superato i limiti previsti per le polveri sottili. Nonostante la buona notizia, consapevoli che l’inquinamento atmosferico è al momento la più grande minaccia ambientale per la salute umana, ed è percepita come la seconda più grande minaccia ambientale dopo il cambiamento climatico, continuiamo a perseguire il nostro percorso di miglioramento immaginato con l’adozione della delibera della Giunta comunale del mese di giugno 2019. Non solo quindi limitazione del traffico veicolare, ma anche ricerca di condivisione e sensibilità da parte di tutti. Oltre al traffico veicolare, – ha concluso – gran parte delle polveri dipende dai riscaldamenti domestici, in particolare quelli alimentati da biomasse (legna, pellets etc.) e dai composti organici volatili utilizzati  in particolari settori produttivi”.  

Al di là dei dati positivi resta sullo sfondo un concetto ancora più importante: i cittadini possono intervenire con le loro azioni e abitudini per migliorare la qualità dell’aria e di conseguenza della vita del capoluogo. Dall’utilizzo più attento dell’auto, che in Italia resta di gran lunga il mezzo più utilizzato: se ne contano 38 milioni e soddisfano complessivamente il 65,3% degli spostamenti. Ma anche un consumo critico delle fonti di calore, in particolare delle caldaie, che contribuiscono in maniera notevole all’inquinamento atmosferico. Nelle prossime settimane ci sarà anche un confronto sul tema tra Rocca e Comune per avviare dei controlli sugli impianti di riscaldamento.

E’ evidente che anche le amministrazioni possono contribuire attraverso incentivi all’utilizzo dei mezzi di trasporto pubblico o di mobilità sostenibile realizzando infrastrutture adeguate e legate alla mobilità urbana. Accanto agli slogan e alle buone intenzioni c’è bisogno, però, di azioni concrete per contribuire ad un miglioramento costante: Benevento negli ultimi 10 anni è stata 7 volte in classifica e l’auspicio è che non accada mai più, ma con il contributo di tutti.

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