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Sindacati

Ospedale “San Pio”, ricorso della Fials per il conferimento degli incarichi biennali

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“Così come avevamo preannunciato l’undici di agosto ieri abbiamo trasmesso il ricorso al dott. Pizzuti, direttore generale e per conoscenza al ministro della salute, al presidente del collegio sindacale, all’ispettorato della funzione pubblica, al presidente dell’ANAC, al presidente della giunta regionale, al commissario ad acta, al direttore per la tutela della salute, alla procura della repubblica, alle segreterie nazionale e regionale della FIALS. Abbiamo anche informato alcuni consiglieri regionali ed alcuni deputati e senatori”. A scriverlo in una nota diffusa alla stampa è il segretario provinciale della Fials, Mario Ciarlo.

“I motivi del ricorso – spiega il segretario – riguardano i progetti e la delibera non portano l’approvazione dei Direttori di Dipartimento e dei Comitati di Dipartimento a cui le UU.OO. fanno riferimento nè tantomeno sono stati approvati dal Collegio di Direzione; Progetti e delibera non hanno il parere del Consiglio dei Sanita; Non sono state informate le organizzazioni sindacali; I bandi di avviso pubblico sono stati pubblicati sul sito online dell’azienda e non sul BURC e sulla Gazzetta così come previsto dal comma 7 dell’art. 3 del DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 27 marzo 2001, n. 220 (in Suppl. ordinario alla Gazz. Uff., 12 giugno, n. 134). ”Regolamento recante disciplina concorsuale del personale non dirigenziale del Servizio sanitario nazionale.” che prevede: “Il bando deve essere pubblicato nel Bollettino ufficiale della regione o della provincia autonoma e, per estratto, nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Al bando deve essere data la massima diffusione.”; I bandi sono stati previsti per soli titoli ma senza colloquio. Si fa presente che l’Azienda “Rummo”, oggi “San Pio” di Benevento prevede il colloquio per le mobilità di dipendenti già del Servizio Sanitario Nazionale nonostante leggi e sentenze che lo vietano e per un avviso pubblico ai sensi dell’art. 15 octies prevede solo una graduatoria per titoli; Manca la dotazione organica nonostante la vigenza del DCA 67/2016 che prevede il fabbisogno; Per i posti presenti negli avvisi per il personale del comparto non si fa riferimento al DPR 27/03/2001 n. 220 relativamente ai requisiti di accesso ma vengono previsti requisiti contra legem palesemente illegittimi, come abbiamo già ampiamente sottolineato nel precedente comunicato dell’11 agosto, su cui è intervenuto anche il Dott. Giuseppe De Lorenzo, il quale ha già “consegnato ad un notaio una busta in cui ho indicato alcuni nomi tra i sicuri vincitori”.

Abbiamo chiesto a tutte le Autorità sopra citate – scrive la Fials – di avviare un’indagine al fine di verificare le illegittimità di quanto su esposto. Tutto questo succede mentre in questi giorni su tutta la Stampa si legge la problematica del pronto soccorso di S. Agata dei Goti, riferita alla chiusura “sperimentale”. Le forze politiche e sindacali, contestano tale provvedimento, tra cui anche quelle che avevano condiviso e difeso tale scelta. Addirittura qualcuno ha chiesto a De Luca di venire a S. Agata dei Goti per spiegare i motivi di tale scelta, motivi che però hanno già spiegato Il Direttore Generale Dr. Pizzuti e Il Direttore dell’Anestesia e Rianimazione che da novelli Napoletani Conquistadores della terra sannita hanno cercato di spacciare il punto di primo intervento come più sicuro e meglio di un Pronto soccorso non accorgendosi, forse perché barricati nelle loro stanze, che la sveglia al collo e l’orecchino al naso non li porta nessuno nel Sannio. Noi siamo pessimisti che De Luca ritorni sulle sue scelte ma pensiamo che possa giustificarsi con gli stessi argomenti portati da un noto sindacalista, quello dei pronto soccorsi con meno di 20.000 accessi che devono essere chiusi, perché allora De Luca dovrà spiegarci il motivo per il quale tra tutti gli ospedali con meno di 15.000 accessi (dati PNA 2016 anno 2015): è stato chiuso solo quello di Sant’Agata dei Goti mentre sono stati salvati tutti quelli delle altre province care al Governatore De Luca.

Non è un caso – conclude Ciarlo – che il direttore sanitario è stato tolto e non più nominato ormai da tre mesi solo all’ospedale San Pio nel più completo silenzio. Come non è un caso che con Decreto n.29 del 19 aprile 2018, Il Commissario/Governatore De Luca ha disposto l’annessione all’Azienda Ospedaliera “Moscati” di Avellino del Presidio ospedaliero “Landolfi” di Solofra, quale presidio con Pronto Soccorso lasciando invariata l’Azienda Moscati di Avellino mentre per il “Rummo” di Benevento e il Sant’Alfonso de Liguori di Sant’Agata è stato disposto una nuova azienda con un cambio di nome. Qui non ha perso la politica e le beghe interne nel partito del Governatore abbiamo perso noi pazienti e lavoratori”.

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