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Cittadini

‘Valle Caudina’, sequestrato bus sostitutivo senza assicurazione: la rabbia dei pendolari

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Durissima nota del ‘Comitato disagiati Valle Caudina’ che interviene in merito al recente sequestro del bus sostitutivo che gestisce la tratta Benevento-San Martino Valle Caudina, fermato da una pattuglia di carabinieri per mancanza di copertura assicurativa.

“Ci risiamo! Non finisce mai di meravigliarci questa linea della valle caudina, ma stavolta il fatto è di gravità estrema che tocca il penale. Dal 9 febbraio – raccontano i pendolari Augusto Genovese, Luigi Buonauguro, Anna De Luca, Francesca Porcaro ed Elena Volpicelli – siamo costretti a viaggiare su bus sostitutivi della ditta Angelino convenzionati con l’azienda E.A.V. trasporti (Ente Autonomo Volturno con socio unico la Regione Campania) e appaltati con la stessa, che effettuano il trasbordo da Benevento a San Martino Valle Caudina e viceversa, a causa della frana intercorsa in prossimità di San Martino.

Abbiamo atteso per un mese che i treni fermi all’Appia venissero condotti alla stazione di San Martino (stazione diventata ahimè di partenza) per evitare soppressioni di intere corse. Cosa poi avvenuta per necessità di revisione dei pochi mezzi presenti in stazione, creando ulteriori disagi; soppressioni annunciate con avvisi che integravano la vergogna, giustificate dalla mancanza di materiale, che beatamente giaceva alla stazione Appia a Benevento, e che solo lentamente dopo 3 settimane dalla frana giungeva a San Martino, dopo autorizzazione ottenuta previo compenso alla rete ferroviaria italiana.

In data 14 marzo – proseguono i cittadini – ci giunge notizia che il bus sostitutivo della corsa delle ore 9, treno 3413, veniva posto a sequestro dai carabinieri perché privo di assicurazione. Abbiamo viaggiato in passato per più di 6 mesi e adesso da 1 mese e mezzo inconsapevoli della totale mancanza di sicurezza durante il percorso.

Dov’è questa azienda che vanta la rinascita per bocca del suo massimo Dirigente, Ingegnere De Gregorio Umberto e dei suoi sottoposti, che su tema sicurezza in più occasioni ci hanno tranquillizzato? E’ fallita la missione tanto decantata via stampa? Dov’è questa azienda che gestisce un servizio pubblico che dopo denunce e richieste di intervento e di incontro per la pessima organizzazione del servizio sostitutivo, lamentato da tutti i pendolari, a distanza di mesi tace e non si degna di una risposta lecita e doverosa? Ancora peggio.

In data 2 marzo – proseguono nella nota – abbiamo inviato esposto agli Illustrissimi Prefetti di Napoli e Benevento lamentando i disagi e i disservizi costretti a subire, ma che ha mantenuto la stessa linea dell’azienda…il silenzio.

Eppure chi scrive lo fa per conto dei pendolari che da anni sostengono gli introiti pagando abbonamenti annuali, mensili e biglietti giornalieri. Dai comunicati sindacali del personale viaggiante, resi pubblici, siamo giunti a conoscenza delle contestazioni ricevute dai loro dirigenti perché si rifiutavano di operare secondo disposizioni che violano la sicurezza ferroviaria e del lavoro, obbligati a salire sui bus come noi. Non ultimo la disposizione a far partire i treni anche con servizi igienici non funzionanti, carro bestiame o quasi! E cosa si sta aspettando? Che si ripetano Bari e Pioltello prima di prendere provvedimenti?

Spiacenti…la testa l’abbassassero i responsabili che devono essere puniti senza mezze misure tolleranza zero. La nostra vita – concludono – vale più della loro sedia! Non siamo stati e non staremo a guardare”.

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