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Valle Vitulanese

Campoli del Monte Taburno, si rinnova per il quinto anno il legame con la Festa della Trebbiatura

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Un tuffo nel passato rigoglioso di antiche tradizioni agricole e di vecchi mestieri, ormai esercitati solo da pochissimi, che richiamano alla memoria i racconti dei nonni è quello che si vive in questi giorni inoltrandosi nel centro storico e nelle campagne di Campoli del Monte Taburno dove è in corso dal 5 agosto scorso la V Festa della Trebbiatura e degli Antichi Mestieri, promossa dal Comune, dal comitato “San Donato” e dall’associazione “Colli del Taburno” in collaborazione con la Pro Loco, il Forum dei Giovani e le associazioni locali.

Un evento che coinvolge per giorni un’intera comunità, che si dedica pienamente ai lavori della mietitura, dell’aratura e della trebbiatura del grano fino a culminare oggi nella sfilata dei carri nel giorno della Festa di San Donato, che mostrano al loro passaggio tutte le fasi della lavorazione del grano, elemento principe del pane, prodotto gastronomico di eccellenza di Campoli del Monte Taburno.

“Su poco più di mille abitanti – ha spiegato il sindaco di Campoli del Monte Taburno, Tommaso Nicola Grasso – ci sono ben otto panifici. Con questa manifestazione vogliamo valorizzare questo prodotto, a partire dalla fonte, attraverso tutte le fasi di lavorazione del grano.”

Forte la partecipazione dei giovani che, vestiti con abiti antichi e testimoniando antiche usanze dei lavori di campo, diventano le staffette nella conservazione del ricordo e del valore non solo di un lavoro faticoso sempre meno praticato, ma anche di rapporti umani basati sulla condivisione collettiva, sull’amicizia, sui ritmi dettati dalla natura, oggi tramandati fino a noi dai canti popolari che scadenzavano i tempi di lavoro e di vita sociale.

La manifestazione nasce proprio dalla voglia di alcuni giovani del posto di non demolire il passato rappresentato da antichi mezzi agricoli in disuso, come ha spiegato un componente dell’associazione “Colli del Taburno”.

E’ una documentazione vera e proprio del passato che invita i contemporanei a guardare al lavoro agricolo come una risorsa non solo come fatica grazie al quale l’essere umano è ancora co-protagonista con la natura nel mantenere l’equilibrio dell’ecosistema e nel preservare la biodiverisità.

Le dichiarazioni nel servizio video

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