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CRONACA

“Mani sulla città”, raffiche di eccezioni all’avvio del processo: richiesta l’inutilizzabilità dell’attività investigativa

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È iniziato al Tribunale di Benevento il processo dell’inchiesta “Mani sulla città” che vede numerose persone imputate per concussione, abuso di ufficio, truffa, turbativa d’asta ed altri capi d’accusa. Tutti i reati sono stati commessi in relazione ad importanti appalti del Comune di Benevento.

L’inchiesta, affidata alla Digos del capoluogo, fu avviata nel 2010 ed esplose l’8 gennaio 2013 quando la Procura della Repubblica emise 14 ordinanze di custodia cautelare in carcere. Tra gli accusati rinviati a giudizio ci sono anche il primo cittadino del capoluogo, Fausto Pepe, l’ex assessore all’Urbanistica Aldo Damiano e l’ex presidente del Consiglio Comunale di Palazzo Mosti, Luigi Boccalone.

L’udienza odierna, presieduta dal giudice Fallarino con a latere Rotili e Telaro, è iniziata con le arringhe degli avvocati difensori. L’avvocato Angelo Leone ha richiesto l’esclusione dal procedimento di una delle costituende parti civili.

La parola, poi, è stata presa da Dario Vannetiello del Foro di Napoli, difensore di Antonio Cavaliere, personaggio chiave dell’inchiesta, cognato dell’ex sottosegretario Nicola Cosentino e imprenditore che ha realizzato tutti gli interventi relativi alla pedonalizzazione del centro storico cittadino.

Il legale ha tracciato a lungo ed in maniera articolata, un’eccezione, in relazione alla quale sono intervenuti anche gli avvocati Rando, difensore del sindaco Fausto Pepe, e De Pietro, difensore dell’ex assessore Boccalone.

Secondo il difensore di Cavaliere, l’atto che ha introdotto il giudizio è nullo o abnorme in quanto contiene la trascrizione letterale delle dichiarazioni rese nella fase delle indagini da coloro che dovranno assumere le vesti di testimone e di consulente nel processo. In questo modo, secondo Vannetiello, verrebbe violata la terzietà del giudice e la formazione in contraddittorio della prova.

L’atto, per la sua eccentricità, si pone, secondo la difesa, al di fuori del sistema processuale. L’accoglimento di tale eccezione, condivisa anche da tutti gli altri difensori presenti, determinerà la regressione del procedimento nella fase dell’udienza preliminare.

Il dibattimento è poi proseguito con l’intervento di Angelo Leone, difensore dell’ex assessore Aldo Damiano, il quale ha eccepito la omessa e/o scarsa chiarezza delle accuse mosse al suo assistito.

E’ stata formulata, però, un’altra eccezione preliminare, di rilevanza ancora maggiore, con la quale è stata evidenziata al collegio giudicante la inutilizzabilità di quasi tutta la attività investigativa, per mancato rispetto da parte del pubblico ministero dei termini delle indagini e delle norme in materia di proroga delle stesse.

Ad illustrare il tema è stato ancora l’avvocato Vannetiello, che ha provveduto ad offrire al Tribunale anche una copiosa memoria difensiva dove vengono citate, tra l’altro, le decisioni della Suprema Corte che danno forza alla sua tesi.

Qualora questa eccezione trovi l’avallo del collegio giudicante si assisterà al crollo dei dati indizianti nei confronti di tutti gli imputati. In sintesi, tutta l’inchiesta salterebbe se i “cavilli” fossero giuridicamente ineccepibili.

Alla luce della complessità delle questioni, il Tribunale si è riservato di decidere su tutte le eccezioni alla prossima udienza del prossimo 5 febbraio, previo intervento del pubblico ministero in ordine alle delicatissime ed importanti questioni a cui è oramai legata l’inchiesta.

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