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POLITICA

Verso le regionali: a destra si ripunta su Caldoro, a sinistra c’è il rebus primarie. Nel “toto candidati” Del Basso De Caro

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Agosto tempo di vacanza, ma non per la politica. Insieme alla colonnina di mercurio, sale la febbre delle indiscrezioni su chi andrà ad occupare le poltrone più ambite.

In Campania c’è ne una, la più importante, la più prestigiosa, che a breve si libererà. E’ quella del Palazzo Santa Lucia, occupata dal 2010 da Stefano Caldoro, eletto governatore nelle fila di quello che una volta era il Popolo della Libertà.

La prossima primavera i cittadini saranno chiamati ad eleggere il nuovo presidente della Regione Campania. I tempi stringono e i partiti iniziano ad organizzare le macchine elettorali.

Forza Italia già ha dichiarato, attraverso anche la benedizione del leader Silvio Berlusconi, pieno sostegno alla ricandidatura di Stefano Caldoro. Già stanno aprendo i primi club a sostegno dell’ex socialista di Campobasso.

“Ci prepariamo a sostenere Caldoro. Stefano avrà la forza e la verità per vincere nuovamente le elezioni”. E’ l’endorsement di Fulvio Martusciello, consigliere alle attività produttive della giunta regionale, riportato dall’agenzia Italpress, che è sicuro di ricompattare anche la compagine alleata di centrodestra, recuperando anche NCD: “anche la coalizione che sostiene l’attuale governatore – prosegue- non c’è dubbio che si presenterà compatta. C’è tutto l’interesse a spiegare agli elettori le cose fatte durante questi 5 anni.”

E sulle primarie, sempre annunciate, ma poi di fatto mai concretizzate, Martusciello così commenta: “Le primarie?Le abbiamo fatte 5 anni fa con la vittoria di Caldoro contro De Luca, quelle sono state le primarie.”

Se il coordinatore provinciale di Benevento liquida così le primarie, silenziando velleità e ambizioni di molti, a sinistra il clima è molto più effervescente. A chiedere la rivincita è proprio Vincenzo De Luca, pronto a lanciarsi nell’agone elettorale indossando le vesti di paladino delle aree interne – vale a dire delle province di Salerno, Avellino e Benevento – martoriate dal “napolicentrismo caldoriano”.

Ma a bloccare la corsa di De Luca verso la ricandidatura c’è un grande ostacolo: le primarie. Strumento di designazione democratica dei candidati, fiore all’occhiello del Partito Democratico, che però facilmente si può trasformare in strumento per tagliare le gambe ad esponenti delle correnti rivali.

Si dice che nell’area democratica, qualcuno, onde evitare guerre fratricide, speri in un intervento diretto del premier Matteo Renzi, per designare lo sfidante di Caldoro, rinunciando agli amatissimi gazebo. Una spinta per far cadere le primarie nel baratro, potrebbe venire dall’aumento esponenziale dei candidati.

In ogni caso, secondo le indiscrezioni riportate da Il Velino, i big pronti a scendere in campo per contendersi la candidatura a governatore sono già molti. L’agenzia giornalistica dà per certa la candidatura alle primarie del sottosegretario Umberto del Basso de Caro, sostenuto dall’area D’Alema-Paolucci, anche se il leader del PD sannita ha sempre liquidato la faccenda con un “vedremo”.

Pronti a diventare Governatore ci sarebbero poi Luisa Bossa, parlamentare ex sindaco di Ercolano, che avrebbe già ricevuto l’invito a correre alle primarie da “Area Riformista”, e, a proposito di ex sindaci, anche Vincenzo Cuomo: l’ex primo cittadino di Portici, attuale senatore, accarezza l’idea di candidarsi o in alternativa quella di sostenere Andrea Cozzolino. Lo stesso Cozzolino, al di là delle smentite di rito, avendo compreso che la prospettiva di una candidatura a sindaco di Napoli è sempre più improbabile, starebbe già mobilitando amici e collaboratori in vista della sfida delle primarie.

In campo, sostenuto dall’area Piccolo-Topo, c’è anche l’ex ministro Luigi Nicolais. Ha già annunciato la sua candidatura, sostenuta da Guglielmo Vaccaro, la senatrice Angelica Saggese. Infine, scalda i motori Pina Picierno, che secondo informatissimi addetti ai lavori avrebbe già avviato delle consultazioni (gruppi d’ascolto) nel casertano in vista della sfida a De Luca. 

Così se a destra si cerca di ricompattare la coalizione del 2010, a sinistra qualcuno si chiede se, nel caso in cui dovessero ritornare i gazebo in piazza, saranno primarie di partito o di coalizione. Gli alleati del Pd, a partire da Sel, accetterebbero poi di sostenere un candidato sola espressione del Partito Democratico, senza poter dire la loro. Domande in attesa di risposte.

Erika Farese

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