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CRONACA

Pericolo inondazione, la Forestale sequestra 14 chilometri di canali pieni di rifiuti e detriti

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Il personale del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale (Nipaf) del Corpo forestale dello Stato di Avellino e la Sezione di P.G. Aliquota Corpo forestale dello Stato ha data esecuzione, su delega dalla Procura della Repubblica di Avellino, al decreto di sequestro preventivo di circa 14 chilometri di opere di difesa passiva e regimentazione delle acque site nel Comune di Quindici (in particolare, Vallone Bocca dell’Acqua – Località Mulino e Torre Vecchia con canale, Lagno Quindici con canale, Vallone S.Lucia – Località Connola con vasca di laminazione e canale dell’alveo S. Lucia, Vallone San Francesco – località Casamanzi con alveo e vasca, Vallone Pietra della Valle – vasca di sedimentazione Pietra della Valle I e vasca di sedimentazione Pietra della Valle II, canale (o cunettore) Pietra della Valle II, Vallone Paragnano con lagno, canale e vasca, Vallone Cisirno con lagno, canale e vasca, Vallone Colafasulo con lagno, canale e vasca, Vallone Bagnuolo con lagno, cale e vasca, Vallone Trivice con lagno, canale e vasca, Vallone Mercolino con lagno e canale, vasca di sedimentazione in località Beato, Vasca di sedimentazione in località Bosagro, Alveo San Francesco con canale).

Il provvedimento di sequestro è stato adottato da questo Ufficio in via d’urgenza, in quanto le ultime verifiche disposte a mezzo del consulente tecnico hanno rilevato che sono reali e concreti i pericoli di inondazione dell’abitato che sottende il territorio del Comune di Quindici, essendo stato omesso di mantenere in pieno stato di efficienza le opera di difesa passiva e regimentazione delle acque ivi allocate; in particolare, tali opere non sono state mantenute e non è stato rimosso quanto attualmente ostruisce i canali (vegetazione, arbusti, detriti e rifiuti solidi accumulatisi nel corso degli anni), così riducendo la sezione di deflusso delle portate delle opere idrauliche progettate e realizzate dopo l’evento alluvionale del 5 maggio 1998.

Nel provvedimento di sequestro è stato contestato agli indagati il delitto colposo di pericolo di inondazione con condotta perdurante.

All’atto del sequestro è stato nominato custode delle opere il Commissario pro-tempore ARCADIS (Agenzia regionale campana per la difesa suolo), con facoltà d’uso a quest’ultimo per l’immediato svolgimento delle attività previste dalla legge per la manutenzione delle opere di difesa dai pericoli di inondazione, nonché con facoltà d’uso anche al Sindaco pro-tempore del Comune di Quindici per l’esercizio delle sue competenze di legge.

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