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Titerno

Emergenza neve: a Pontelandolfo inizia la conta dei danni

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La neve ha smesso di cadere. E così il Sindaco Testa, capo dell’unità operativa di crisi, senza indugio ha fatto scattare la fase due. Gli automezzi e il personale comunale, infatti, sono ancora impegnati nell’emergenza, ma non più per rimuovere l’ingombro nevoso dalle strade ormai libere. Il problema ora è la presenza di ghiaccio sul manto d’asfalto. L’attività delle ultime ore è stata orientata nello spargimento del sale lungo la viabilità comunale per agevolarne il transito e consentire un ritorno definitivo alle condizioni di normalità. Intanto le scuole di ogni ordine e grado sono state riaperte. Ma stante la presenza di estese lastre di ghiaccio, in particolare sulla viabilità esterna, per motivi di sicurezza e di salvaguardia della pubblica incolumità, momentaneamente non sarà assicurato il servizio di trasporto degli alunni.

Dopo la fase due, che si spera possa terminare al più presto, è già programmata la fase tre, che scatterà quando i funzionari comunali all’uopo incaricati, si recheranno sui luoghi interessati, per accertare e quantizzare i danni provocati dall’evento calamitoso, che si prevedono ingenti. Una tempesta di neve e vento che in poche ore ha seppellito il paese sotto una spessa coltre bianca. In alcune località rurali più esposte la neve ha raggiunto altezze di oltre due metri. Uno spettacolo della natura mai visto prima d’ora. Mai tanta neve era caduta negli ultimi cinquant’anni sul territorio di Pontelandolfo. Una nevicata di simili proporzioni, ci dicono gli anziani del luogo, c’è stata nel 1956 e prima ancora nel 1929.

La Regione Campania ha dichiarato lo stato di calamità naturale di tipo “B”, ossia a carattere regionale. La decisione assunta, altresì, di provvedere ad uno stanziamento di 500 mila euro, rispetto alla eccezionalità dell’evento meteorologico che ha duramente colpito vaste aree della Regione, interamente i territori del Sannio e dell’Irpinia, non me ne voglia nessuno, ma è una somma veramente ridicola. “Lo stanziamento va bene per affrontare la prima circostanza critica”, ha commentato l’on.le Pietro Foglia Presidente della Commissione Regionale Agricoltura qualche giorno fa. Non possiamo certamente essere di diverso parere se pensiamo che solo il Comune di Pontelandolfo ha sostenuto fino ad ora una spesa, in corso di definitiva quantificazione, ma che secondo una stima preventiva dell’U.T.C. supera i 50 mila euro. A cui vanno successivamente aggiunti gli enormi danni subiti al patrimonio viario e infrastrutturale del Comune e a quello colturale e strutturale delle aziende agricole e di allevamento bestiame, che si preparano a vivere una crisi produttiva molto dura. Sono molto onerosi i costi da coprire Gli agricoltori chiedono aiuti. Il Sindaco chiede aiuti.

E’ un duro colpo alle casse comunali, che già languono per il costante assottigliarsi dei trasferimenti Statali e Regionali delle risorse finanziarie. Ironica e provocatoria è stata la frase scritta dal Sindaco Testa in una nota inviata poche settimane fa al governatore Caldoro: “La Regione Campania finisce a Capodichino”.
Nella impari lotta contro l’eccezionale fenomeno naturale, esclusa la preziosa e costante attività sul territorio del Gruppo Comunale dei Volontari della Protezione Civile, la comunità ha dovuto incassare una iniziativa privata pressoché nulla. Solo in pochi cittadini, ma veramente pochi, è scattato il senso civico della solidarietà. Alcuni agricoltori attrezzati di idonei automezzi hanno liberato tratti di viabilità rurale. Qualcun altro nel centro urbano armato di pala e di tanta buona volontà ha rimosso la neve sulla viabilità pubblica attigua alla propria abitazione.

Tutto il resto della popolazione era alla finestra o a braccia conserte nella grande piazza, a godersi lo spettacolo e a criticare sull’operato dell’Amministrazione Comunale e del gruppo della Protezione Civile che con grande impegno gestiva l’emergenza. Ma non è tempo di impiantare inutili polemiche da offrire in pasto su un piatto d’argento a quella parte di avvoltoi della politica locale. E’ tempo di tirare le somme di una calamità che si è abbattuta sul territorio comunale con tutta la forza della natura che l’ha generata. E’ tempo, prima che arrivi il “tempo delle rose”, di mettere da parte gli egoismi e gli interessi personalistici e di svestire le casacche di appartenenza. E’ tempo di cancellare odi e rancori. E’ tempo di tendere la mano al paese. E’ giunto il tempo per tutti di aprire il cuore ad una nuova era. E’ giunto il tempo per tutti di uscire allo scoperto e di fare un semplice gesto di umiltà e di amore, per dare una svolta decisiva alle sorti future di Pontelandolfo.

 

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