POLITICA
De Lorenzo: ‘I fatti mettono in evidenza il clima che si vive presso il comando della Polizia Municipale’

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Giuseppe De Lorenzo interviene sulla notizia della sentenza che condanna il Comune di Benevento per mobbing.
"La sentenza della Corte d’Appello di Napoli – afferma De Lorenzo – che ha condannato il Comune di Benevento per mobbing nei confronti del tenente della Polizia Municipale, Giuseppe Calicchio, induce a delle riflessioni.
I fatti, a quanto è dato apprendere, risalgono agli anni 1999 e 2000 e, solo oggi, dopo reiterate azioni vessatorie, il tenente Calicchio, malgrado il considerevole lasso di tempo intercorso, vede, finalmente, trionfare le sue sacrosante ragioni.
Non è mia intenzione, sia ben chiaro, innescare una sterile polemica che, senza verun dubbio, non avrebbe ragione di esistere in quanto i fatti sono talmente eloquenti che parlano da soli ed, ancora una volta, mettono in cristallina evidenza il clima che da un trentennio si vive presso il locale comando della Polizia Municipale ove operano, non mi stanco mai di ripeterlo, vigili qualificati.
Epperò, il fatto che il tenente Calicchio, in questo particolare momento, abbia, spontaneamente, voluto ricordarsi di me, evidenziando, con purezza di intenti e libertà di pensiero, il tentativo, purtroppo non riuscito, dell’opera di risanamento che invano ho tentato di portare in porto, mi conforta andando col pensiero a quanto subito, senza che alcuno muovesse un dito.
Giunto al comando tentai di pacificare gli animi ed alcuno può negare che ero riuscito nell’impresa ardua ed insperata. Poi, l’imposizione politica, a tutti nota, fece sciogliere il progetto come la neve al sole. Era mia intenzione portare lì lo stesso clima che si palpa presso il reparto psichiatrico da me retto ove i miei medici ed il personale infermieristico vivono come in una famiglia. Condizione quest’ultima difficile a riscontrarsi in tanti reparti ove le lotte interne non si contano. Al comando della Polizia Municipale mi è stato posto, però, il bastone tra le ruote. Ma tant’è!
La vita è invero strana e basta attendere per, poi, qualora si sia agito nel giusto, le verità emergono. E di verità ne verifico, oggi, anche se con certosina pazienza, l’una dopo l’altra.
Ringrazio il tenente Calicchio per questo gesto espresso liberamente da galantuomo quale lui è e voglio sperare di continuare a meritare la sua stima, assicurandolo che il finale, quello col botto, che mi darà, ancora una volta ragione, è in arrivo. Basta avere, come ha fatto lui, la forza di attendere".