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CULTURA

Iannace: un fine per far conoscere monumenti come il teatro romano

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La scorsa settimana si è tenuto a Patrasso, in Grecia, un convegno internazionale sull’acustica dei teatri antichi, sia essi di epoca greca che romana. Gino Iannace, professore della Facoltà di Architettura "Luigi Vanvitelli" Seconda Università di Napoli, ha relazionato sugli effetti della presenza del pubblico, che occupa la cavea e sulle caratteristiche acustiche del teatro.
“La mia relazione è indirizzata agli esperti del settore, e vuole dare indicazioni utili su come utilizzare i teatri antichi per lo svolgimento di spettacoli moderni ed evitare che gli spettatori, paganti, non siano soddisfatti delle rappresentazioni che seguono, come è capitato durante una serata al teatro romano nel corso di Città Spettacolo. Spesso questi luoghi sono apprezzati dal pubblico, non tanto per l’acustica o per lo spettacolo in sé, ma per le emozioni che questi luoghi evocano, tanto da appagarne le esigenze. Per me che sono legato alla mia terra, è stata una grande emozione far scorrere le slide del teatro romano con le ricostruzioni virtuali di come il teatro era in epoca imperiale, della sua decadenza (dopo le invasioni barbariche) in cui il teatro era occupato da abitazioni, fino ad oggi, con il teatro ricostruito grazie all’impegno profuso da Almerico Meomartini e da Alfredo Zazo, due illustri sanniti di cui spesso perdiamo la memoria. Al termine della mia relazione, ho invitato i colleghi studiosi di acustica e dei teatri antichi a visitare Benevento e a fare nel teatro romano quelle ricerche che oggi svolgono in Turchia, Giordania e Grecia. Lo studio dell’acustica è un fine, ma può rappresentare un mezzo per conoscere la bellezza della nostra terra. In un articolo sulla rivista storica Samnium, pubblicato oltre cinquanta anni fa, Alfredo Zazo scriveva che per far rivivere il teatro romano occorreva creare una scuola del teatro. E oggi dopo oltre cinquanta anni, creando delle sinergie tra università, conservatorio musicale, associazioni culturali, enti locali e uomini di buona volontà, sarebbe bello dare vita a quel sogno”.

 

 

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