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POLITICA

‘Un atto democratico, legittimo e di trasparenza’

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I consiglieri comunali che hanno firmato le dimissioni, provocando la caduta dell’amministrazione guidata da Fausto Pepe, hanno spiegato in conferenza stampa le motivazioni del loro atto politico amministrativo. Presenti 14 dei 21 firmatari. Un atto “democratico, legittimo e di trasparenza”, come dichiarato dai consiglieri, che da tempo lamentavano la cattiva gestione dell’ente e che, a 30 giorni dalle elezioni, hanno detto basta.

“Non è un atto dettata dalla paura o dalla preoccupazione per la forza del sindaco uscente”, ha dichiarato Gennaro Santamaria, consigliere Udc, “Ma siamo preoccupati per le condizioni dell’ente che da 6 mesi non è più governato. L’annuncio dell’abbassamento della Tarsu è solo uno spot propagandistico, perchè deve essere approvato in bilancio. Anche il rinnovo pretestuoso della CdA dell’Asia è un atto poco corretto”.

A firmare anche i 10 consiglieri di Territorio è Libertà, guidati dal capogruppo Nazzareno Orlando.

“Questa campagna elettorale sembra basarsi solo sulle difficoltà sociali”, ha dichiarato Orlando, “stamattina abbiamo ritenuto di fare una scelta politica, riportando la campagna elettorale sui temi di interesse della città.”

Nicola Boccalone, che ha fatto notare come dal 2009 le cose non andavano più bene, ha affermato che “mi dispiace per il modo in cui si è conclusa questa esperienza consiliare. Stamattina non abbiamo stappato bottiglie, ma è stato un atto dettato dal senso del dovere. C’era un pronto soccorso ed occorreva intervenire. Il sindaco se lo è cercato, doveva rassegnare le dimissioni”. Boccalone ha anche lamentato lo scarso buon gusto nell’esporre immagini che lo ritraevano nella conferenza indetta qualche settimana fa dal sindaco.

Duro De Minico nei confronti dei sui ex alleati di partito, il Pdl, che non hanno firmato. “Un’azione di killeraggio verso il loro elettorato, dettata dalla vicinza del Pdl a Pepe”. De Minico ha risposto anche alle dichiarazioni del segretario dell’Idv, con toni non proprio eleganti: “Un tale Zoino, un certo segretario dell’Idv, immagino sconosciuto ai più, ha fatto ingiurie personali contro di noi, non conoscendo la nostra storia.”

L’Udeur che in un primo momento aveva mantenuto una riserva sull’adesione a questa atto che mirava a far cadere il sindaco, ha sciolto le titubanze con la firma dei suoi consiglieri, ad eccezione di Fusaro.

“Abbiamo solo certificato una maggioranza che non c’è più” – ha commentato Francesco De Pierro, consigliere Udeur, – “come opposizione avevamo il dovere di dire basta, rispetto ad una amministrazione che si ostinava a dire che aveva la forza di governare. Abbiamo ottemperato con coscienza e nella piena libertà intellettuale ad un dovere istituzionale”.

“Nessuno toglierà il piacere a Fausto Pepe di inaugurare le opere che vuole”, ha commentato Antonio Reale, da poco passato dal Pdl all’Udeur: “Sulle questioni importanti come i rifiuti scenderà in campo un’intera classe dirigente, non solo un sindaco”.

A firmare anche i consiglieri che fino a poco fa erano all’interno della maggioranza di Fausto Pepe e che ora supportano con la loro candidatura Carmine Nardone.

“Ho il 98% di presenza e ho votato si al 95% degli atti, mentre altri scappavano per non votare delibere importanti”, ha dichiarato De Nigris nel suo intervento. “Oggi si è sciolto il contratto. Pepe è circondato da persone che in passato lo hanno definito in tutti i modi, alcuni consiglieri della maggioranza dicevano cose atroci sul sindaco”. E sul Puc De Nigris mette in evidenza come la sua mancata presentazione in consiglio sia stata una decisione dei partiti. Un intervento che lasciava trapelare un malessere, soprattutto quando il dibattitto dal piano politico è iniziato a scendere su quello personale. “Ho conservati nel mio telefono dei messaggi, inviati da Fausto Pepe, che sono attestati di merito nei momenti più critici. Messaggio che per me hanno valore e non mostrerò mai al pubblico”.

“Io ho fatto una scelta di campo”, ha dichiarato Oberdan Picucci, “lezioni di moralità politica e umana non le accettiamo né da Pepe né da nessuno”.

Sulla moralità è intervenuto anche Feleppa: “Pepe non deve mai parlare di moralità. Quello che gli è stato fatto è un atto dovuto. Ci si accanisce contro Nardone. Ma lui sa chi è, quello che ha fatto?”

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