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Medio Calore

‘Depurazione, il sindaco non distolga l’attenzione dalle sue responsabilità’

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“Dal momento che seguiamo con attenzione da ben due anni la vicenda degli impianti di depurazione a San Giorgio del Sannio, ci sembra quanto mai paradossale la sortita del sindaco Giorgio Nardone. A leggere il grido di dolore lanciato dal primo cittadino attraverso le colonne de Il Mattino del 17 febbraio pare che la mancanza di infrastrutture per la depurazione delle acque, con il disastro ambientale che ne consegue, sia frutto dei mancati trasferimenti di risorse dalla Regione Campania. Ma il sindaco ricorda la storia solo a metà”: Giovino Carpenella, candidato civico di Nuova San Giorgio torna sul tema delle depurazione nella cittadina del Medio Calore, che pure ha trovato altre voci in polemica con l’attuale primo cittadino.
“Dimentica, ad esempio, che i lavori per il completamento del depuratore San Martino non sono stati eseguiti per irregolarità nelle procedure di affidamento della direzione lavori, così come da noi denunciato; il Comune, quindi, invece di ripetere il bando di affidamento ha ritenuto di annullarlo, perdendo i finanziamenti! Intanto, la Procura della Repubblica indaga Nardone per aver inquinato il torrente Mele, in cui si sono registrati “valori non accettabili” di solidi sospesi, azoto ammoniacale, azoto nitroso ed Escherichia Coli e per aver, a distanza di mesi dall’accertamento dell’inquinamento, omesso di adottare provvedimenti tempestivi”.
“Inutile, quindi, fare scarica barile e distogliere l’attenzione. – prosegue Carpenella – Inutile che il sindaco gridi a lupo a lupo inviando missive in Regione Campania e agli altri sindaci, come si legge nell’articolo in questione.
I cittadini sangiorgesi, del resto, ancora non si sono visti rimborsare le quote pagate per il servizio di depurazione ma non dovute, benché sia la Corte Costituzionale a prevederlo. Pure con quest’ultima Nardone se la prende, asserendo che per via della restituzione di quelle somme non si sono potute fare le infrastrutture! Giudichino i cittadini stessi se il discorso sta in piedi, dal momento che l’Amministrazione ha fatto orecchie da mercante e quelle somme – soldi non suoi – ancora se le tiene strette, ma in compenso distrugge l’ambiente e mette a rischio la salute di tutti”.

 

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