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Salute

Oncologia e stato sociale: le nuove problematiche

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“Oncologia e stato sociale: le nuove problematiche” è il titolo di un appuntamento allestito dall’unità operativa di Oncologia dell’ospedale Fatabenefratelli di Benevento. I lavori si svolgeranno,martedì 15 febbraio, nell’arco della mattinata, dalle ore 9 alle 13, presso la sala conferenze del nosocomio cittadino, in viale Principe di Napoli, secondo un articolato programma che prevede, in avvio, i saluti di fra’ Pietro Cicinelli, presidente della Provincia Religiosa di San Pietro ospedale Fatabenefratelli di Roma, fra’ Angelico Bellino, padre superiore del’ospedale Sacro Cuore di Gesù Fatebenefratelli di Benevento, Adriana Sorrentino, direttore sanitario del Fatebenefratelli, Giovanni Carozza, responsabile area amministrativa del fatebenefratelli, Fausto Pepe, sindaco della città,. L’introduzione ai lavori, invece, è affidata a monsignor Andrea Mugione, arcivescovo di Benevento, Antonio Febbraro, responsabile dell’Unità Operativa Dipartimento di Oncologia del Fatebenefratelli di Benevento, Tonino Pedicini, direttore generale dell’Istituto Pascale di Napoli, Tommaso Zerella, Direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Asl Bn1.
Le relazioni svolte, infine, sono affidate a Francesco De Lorenzo, presidente della Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in oncologia, che parlerà di “Cancro: solidarietà sociale e reinserimento lavorativo”; Aldo Morrone, direttore generale dell’Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti ed il contrasto alle malattie della povertà, che parlerà appunto della “Salute degli immigrati”; Paolo Ascierto, diretto dell’Unità di Oncologia Medica e Terapie innovative dell’Istituto Nazionale dei Tumori Pascale di Napoli che parlerà dei “Programmi di prevenzione oncologica: a che punto siamo?”.

"A tutt’oggi il cancro – ha dichiarato Antonio Febbraro, responsabile dell’U.O. di Oncologia del Fatebenefratelli di Benevento – resta una malattia che, al momento della diagnosi, risulta sconvolgente in termini fisici e psicologici sia per il malato che per il suo nucleo familiare e in genere per l’habitat sociale di cui fa parte. In buona parte ciò deriva dai pregiudizi che ruotano attorno a quello che viene definito (proprio perché il nome stesso crea timori o quanto meno imbarazzo) il ‘brutto male o ancora peggio il ‘male incurabile’. Eppure è importante che le corrette informazioni sulla malattia, sulle possibilità di cura e sulle forme di assistenza circolino sempre di più. Perché il cancro è una malattia che si combatte meglio se se ne conosce la natura, se si è consapevoli dei propri diritti, se si può contare sull’aiuto degli altri. Da queste premesse – ha concluso Febbraro – è nata la spinta ad effettuare questa ricerca sociologica al fine di fare il punto della situazione sull’attuale livello di conoscenza e sulla percezione di questa malattia oggi in Italia".

 

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