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Lonardo e Boccalone, querelle continua sulla questione rifiuti

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In merito ad alcune dichiarazioni contenute in un comunicato stampa di qualche giorno fa, del consigliere comunale del PdL Nicola Boccalone, Lonardo, afferma “di aver letto con attenzione le dichiarazioni-esternazioni del consigliere” e, per quanto di sua competenza, ritiene doverose fare alcune precisazioni che possano essere utili ai contribuenti non addetti ai lavori, che spesso, ”sono costretti a subire dei veri e propri talk-show istituzionali che sarebbe utili tenere nelle sedi competenti, sia per evitare inutili ginnastiche oratorie, che per consentire un contraddittorio immediato; ma è un’utopia perché se si consultassero veramente le carte probabilmente quel contraddittorio non avrebbe motivo di essere”.
Per quanto riguarda l’affermazione di Boccalone, secondo il quale la Città, “patisce per un sistema di raccolta differenziata che vede una parte del nucleo urbano diventata discarica a cielo aperto a servizio della parte in cui si tenta infruttuosamente di applicare la raccolta differenziata”, Lonardo, replica che è fisiologico per un’azienda che dopo quarant’anni cambia sistema di raccolta avere momenti di assestamento; a ciò, aggiunge, va riferito un dato emerso dalle ultime analisi fatte a Gricignano d’Aversa, secondo il quale le balle di rifiuti provenienti da Benevento presentano un’impurità inferiore al 5%, e per questa ragione sono in prima fascia. Quindi va sfatata, “La leggenda metropolitana che si raccoglie in maniera differenziata per poi conferire tutto ammischiato”.
Lonardo chiude con un affondo, dichiarando: “Bene sarebbe, piuttosto, che fossero proprio i consiglieri comunali a dare l’esempio visto che proprio uno di quelli che parlano di più è stato oggi sanzionato dalla Polizia Municipale per abbandono di rifiuti in prossimità di una campana per la raccolta del vetro in una zona servita dal “porta a porta”.
Predicare bene e razzolare male resta, secondo me, sempre il partito di maggioranza relativa, ma relativa soprattutto alla maleducazione, all’inciviltà e al disprezzo per qualsiasi regola del vivere civile”.
“Ci sono” – prosegue il presidente dell’Asia – “è ovvio le attenuanti generiche, tipo personale di servizio, ma il fatto resta, ed è la punta di un iceberg che testimonia le mortificazioni ambientali cui il nostro territorio è esposto quotidianamente e di cui noi siamo chiamati ad esserne notai, spesso impotenti. Quanto ai risultati della raccolta – conclude – anche qui escludo il livore, ma magari un po’ di invidia la comprendo per il Suo storico gestionale di raccolta differenziata al 56 %, con orgoglio possiamo affermare, dati alla mano, che al 30 giugno abbiamo superato la ‘infruttuosa’ soglia del 30%: ho l’impressione, a questo punto, che alla frutta siano arrivate ben altre persone!”