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San Pio, il Pronto Soccorso non resta scoperto: prorogati sei medici – tre sono pensionati – fino a fine anno
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Il Pronto soccorso dell’AORN San Pio di Benevento punta a garantire la continuità delle attività assistenziali attraverso la proroga di sei incarichi libero-professionali. È quanto stabilito dalla manager Maria Morgante con due distinte deliberazioni, la n. 993 e la n. 994, entrambe firmate oggi, che riguardano rispettivamente l’ambulatorio dedicato ai codici minori e il personale medico in quiescenza impiegato nella Medicina d’Urgenza-PS.
I provvedimenti si inseriscono nel percorso volto ad assicurare la copertura delle attività sanitarie, nelle more dell’acquisizione di personale medico attraverso le procedure ordinarie.
Tre medici per l’ambulatorio dei codici minori
Un primo atto dispone la proroga degli incarichi conferiti a tre medici, attualmente impegnati nell’ambulatorio del Pronto soccorso dedicato ai pazienti con codici bianchi e verdi. I contratti, in scadenza il 31 ottobre, continueranno fino al 31 dicembre 2026.
La decisione nasce dalla necessità di continuare ad assicurare un percorso assistenziale differenziato per i pazienti con problematiche di minore gravità. L’ambulatorio dedicato, come evidenziato nella richiesta del responsabile dell’unità operativa, punta a ridurre i tempi di gestione dei casi meno urgenti e a contribuire al contenimento del sovraffollamento del Pronto soccorso.
Per questi incarichi, l’eventuale estensione fino a un massimo complessivo di sei mesi sarà possibile soltanto se la normativa che ne consente il conferimento verrà prorogata anche per il 2027.
Proroga anche per tre medici in quiescenza
L’altro documento riguarda invece i dottori in pensione ai quali erano stati affidati incarichi libero-professionali per rispondere alle esigenze della Medicina d’Urgenza-Pronto soccorso del Rummo.
I contratti, conferiti nell’aprile scorso per sei mesi, erano in scadenza proprio oggi. La direzione generale ha disposto la proroga a partire dal 21 ottobre e fino al 31 dicembre 2026.
Nella documentazione aziendale viene sottolineata l’importanza del contributo assicurato dai tre professionisti per garantire la continuità assistenziale in un settore particolarmente delicato come quello dell’emergenza-urgenza.
Anche in questo caso, un’eventuale ulteriore proroga, fino a un massimo complessivo di sei mesi, resta subordinata alla prosecuzione nel 2027 delle disposizioni normative che consentono il ricorso a personale medico in quiescenza.



