I consiglieri comunali di opposizione di Calvi, Pisco Licciardi e Antonio Frusciante, insieme all’ex vicesindaco Vincenzo Parziale, sollevano forti perplessità sull’intervento di riqualificazione urbana approvato con la Delibera di Giunta n. 56 del 3 giugno 2024, denunciando criticità tecniche, amministrative ed economiche che, a loro avviso, rischiano di gravare sul Comune fino al 2054.
Secondo quanto riferito dai consiglieri, le verifiche effettuate direttamente sui cantieri non restituiscono l’immagine di un piano strutturato e duraturo, ma piuttosto quella di un’operazione finanziaria onerosa per le casse comunali. “Non esprimiamo giudizi astratti – spiegano – ma riportiamo elementi concreti emersi dalle ispezioni sul campo”.
Tra le principali criticità segnalate vi sono problemi tecnici nella realizzazione del manto stradale. La scarificazione riscontrata, pari a circa un centimetro e mezzo, viene giudicata insufficiente a garantire la durabilità dell’asfalto. In diversi tratti, inoltre, i lavori sarebbero stati eseguiti in presenza di fango e ristagni d’acqua, condizioni che potrebbero compromettere l’adesione del bitume. A ciò si aggiunge la presenza di detriti nelle cunette, che ostacolerebbero il corretto deflusso delle acque piovane, con il rischio di danni già alle prime precipitazioni intense.
Alle criticità tecniche si sommano, secondo l’opposizione, difformità di carattere amministrativo. A seguito dell’accesso agli atti (prot. n. 2717 del 10 marzo 2025) e dell’esame della documentazione ricevuta (prot. n. 0004451), emergerebbero discrepanze tra il progetto approvato e i lavori effettivamente eseguiti, sia per tipologia sia per quantità. Per questo i consiglieri hanno chiesto una verifica urgente sull’eventuale assenza di varianti formalmente autorizzate, come previsto dal Capitolato.
Un ulteriore interrogativo riguarda i tempi di esecuzione. L’intervento, finanziato tramite un mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti, non sarebbe soggetto a scadenze imminenti. “Perché questa accelerazione?”, si chiedono Licciardi e Frusciante, sottolineando come una programmazione in periodi climaticamente più favorevoli avrebbe potuto garantire standard qualitativi più elevati.
Il nodo centrale resta però quello economico. Il mutuo contratto ammonta a 1,5 milioni di euro, ma la restituzione complessiva entro il 2054 raggiungerà circa 2,5 milioni, con un impegno annuo superiore ai 150 mila euro per trent’anni. Risorse che, secondo l’opposizione, verranno sottratte ad altri servizi e investimenti per la comunità.
Le segnalazioni dei consiglieri trovano riscontro anche nelle considerazioni dell’ex vicesindaco Vincenzo Parziale, che parla di un intervento “molto oneroso e potenzialmente fragile dal punto di vista tecnico”, accompagnato da un indebitamento trentennale definito “pesantissimo” per il Comune. Parziale esprime preoccupazione per l’avvio dei lavori in condizioni meteorologiche sfavorevoli e per le modalità di esecuzione, che evidenzierebbero carenze nella preparazione del fondo e nella gestione del cantiere.
L’ex amministratore collega inoltre l’apertura dei cantieri alla prossimità della scadenza elettorale, alimentando il sospetto che la priorità sia stata la visibilità politica piuttosto che la qualità dell’opera. “Non possiamo accettare – afferma – che si ipotechi il futuro dei nostri figli per i prossimi trent’anni”.
Secondo opposizione ed ex amministratori, le opere pubbliche non possono trasformarsi in strumenti di propaganda. “Contrarre un debito fino al 2054 – concludono – significa assumersi la responsabilità di realizzare infrastrutture solide, trasparenti e durature. Fretta e scorciatoie non sono compatibili con il dovere di amministrare nell’interesse delle generazioni future”.