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POLITICA

Lettera del GT Valle Caudina a Fico: ‘Traditi i valori del M5s, partecipazione negata e scelte calate dall’alto”

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Una lettera lunga, dettagliata, amara. Ma soprattutto carica di delusione e disillusione. A pochi giorni dalla visita elettorale di Roberto Fico nel Sannio (sarà giovedì  a Morcone), il Gruppo Territoriale Montesarchio-Valle Caudina ha inviato all’ex Presidente della Camera e attuale candidato alla presidenza della Regione Campania per la coalizione progressista, una lettera che è, di fatto, una denuncia politica interna. Una missiva forte che mette in discussione il metodo, le scelte e l’identità stessa del MoVimento 5 Stelle in Campania.

Al centro della critica, la rottura del principio cardine del M5S: la partecipazione dal basso. “Apprendiamo della tua candidatura e ripensiamo ai 16 anni di MoVimento – si legge nella missiva – a quella partecipazione dal basso che aveva rivoluzionato la politica. Oggi assistiamo a decisioni calate dall’alto e all’emarginazione di chi, come noi, è attivo nei territori.”

Una delle contestazioni più forti è l’alleanza con Clemente Mastella, definito “il viandante della politica” e ritenuto politicamente incompatibile con il progetto del ‘campo largo’, che dovrebbe aggregare le forze progressiste intorno a valori comuni.

“Siamo politicamente contrapposti a Mastella da anni – scrivono gli attivisti – per la sua gestione e le sue posizioni, a partire dalla privatizzazione del servizio idrico. Ora lo ritroviamo nostro alleato, senza che nessuno ci abbia consultato.”

Il riferimento è alla battaglia contro Sannio Acque S.r.l., una società ritenuta strumento della privatizzazione dell’acqua in provincia. Una battaglia condotta in solitaria dal GT Montesarchio-Valle Caudina, mentre – secondo quanto affermano – altri gruppi e la Coordinatrice provinciale Sabrina Ricciardi avrebbero scelto di non aderire alla rete “Fermiamo Sannio Acque”.

L’accusa più grave riguarda la gestione interna del Movimento: processi decisionali opachi, attivisti esclusi dalle scelte, autocandidature senza criteri chiari, coordinatori provinciali mai realmente votati dai territori.

“Da mesi sollecitiamo una posizione sulla gestione dell’acqua, ma nessuno ha mai risposto – prosegue la lettera – non tu, non la Coordinatrice, non il Coordinatore regionale. E oggi ci chiedete di fare campagna elettorale come se nulla fosse.”

Gli attivisti denunciano l’assenza della Coordinatrice Ricciardi, la mancanza di riunioni e confronto, la creazione di chat “riservate” come quella denominata “Salotto Letterario”, ritenute strumenti di controllo e divisione.

Il GT lamenta anche l’apertura delle autocandidature senza reali margini di scelta da parte degli iscritti. Secondo quanto riferito, le liste sarebbero già decise da un ristretto gruppo: Ricciardi, il Coordinatore Regionale, Fico e Conte.

“Non siamo un partito qualsiasi – si legge – la nostra forza è sempre stata la trasparenza e la partecipazione. Così facendo, avete reso i Coordinatori dei Segretari Provinciali senza alcuna legittimazione politica.”

In un gesto simbolico e politico, il Gruppo ha deciso di non presentare alcuna candidatura all’interno del processo avviato per le regionali. Una presa di posizione netta, che rappresenta il rifiuto di legittimare un processo considerato non democratico.

“Spendere tempo ed energie per la campagna elettorale richiede uno sforzo che non tutti sono disposti ad accettare in queste condizioni. Ma lo facciamo per rispetto dei cittadini e del MoVimento. Serve una presa d’atto seria, da parte tua e di Conte.”

La lettera si chiude con un appello diretto a Fico e al presidente Giuseppe Conte: rimettere al centro gli attivisti, restituire centralità ai territori e chiarire il senso di scelte ritenute lontane dallo spirito originario del Movimento. “Confidiamo in te, ma serve un intervento deciso. La tua visita nel Sannio è un’occasione per dimostrare che le tue parole sulla partecipazione non sono solo retorica. Altrimenti, resteranno solo parole vuote.”

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