POLITICA
Presentazione del libro di Caio Mussolini, AVS: “Il Comune revochi l’autorizzazione”
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Alleanza Verdi e Sinistra chiede al Comune di Benevento di revocare l’autorizzazione concessa per la presentazione del libro di Caio Mussolini, in programma lunedì 16 febbraio presso Palazzo Paolo V.
L’iniziativa riguarda il volume “Mussolini e il fascismo. L’altra storia”, dedicato al ventennio fascista. Secondo AVS, appare “clamoroso che l’evento venga ospitato nella sede istituzionale del Comune, luogo simbolico in cui si custodiscono la memoria collettiva e l’identità civica, democratica e antifascista della comunità».
AVS sottolinea che al di là delle dichiarazioni ufficiali degli organizzatori che parlano di “costruzione di una storia condivisa in un’ottica di pacificazione nazionale”, l’appuntamento rappresenterebbe “una chiara lettura revisionista del ventennio di dittatura fascista”.
L’ evento – prosegue la nota – costituirebbe «l’ennesima occasione, a livello locale così come nazionale, di resuscitare fantasmi di una pessima pagina della storia politica del nostro Paese», risultando «uno schiaffo ai valori non negoziabili della libertà e della democrazia, difesi con il sangue delle donne e degli uomini della Resistenza».
AVS evidenzia inoltre che nella stessa giornata del 16 febbraio è in programma un convegno pubblico dedicato ai “Padri” beneventani della Costituzione. Tra questi sarà ricordato Antonio Cifaldi, parlamentare liberale che nel 1944, da primo sindaco democratico del dopoguerra, dispose la revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini e la rimozione della lapide a lui dedicata nell’androne di Palazzo Paolo V.
Alla luce di queste considerazioni, AVS chiede che il Comune revochi «ad horas» l’autorizzazione allo svolgimento dell’evento in un luogo pubblico di alto valore istituzionale, lasciando agli organizzatori la possibilità di presentare il libro in una sede privata.
“Il fascismo rimane una ferita profonda nella storia del nostro Paese. Benevento ha già scelto da tempo e democraticamente da che parte stare della storia. Indietro non si torna», conclude la nota.



