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ANPI Campania: “Il fascismo non è un’opinione ma un reato. No a riletture apologetiche negli spazi pubblici”
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“Il fascismo non ha un’altra storia. Ha una sola storia, fatta di violenze, repressione e guerra”. Con queste parole il Coordinamento regionale dell’ANPI Campania interviene dopo le polemiche nate attorno al tour di presentazioni di un libro firmato dal pronipote di Mussolini, promosso in diversi spazi pubblici della regione (ndr lunedì sarà anche a Benevento).
Secondo l’associazione dei partigiani, l’iniziativa avrebbe avuto “il palese intento di offrire una rappresentazione apologetica del fascismo”, proponendo una narrazione alternativa e riabilitante del Ventennio. Alcuni appuntamenti sono stati annullati a seguito di proteste spontanee e civili, decisioni che hanno suscitato critiche e accuse di limitazione della libertà di espressione.
L’ANPI respinge tali rilievi e ribadisce che “tentare di revisionare e riabilitare il fascismo come ‘altra storia’ è offensivo”, soprattutto in una regione come la Campania, teatro – ricorda l’associazione – delle violenze seguite all’8 settembre 1943. In quei giorni, le truppe tedesche in ritirata misero in atto stragi e distruzioni contro la popolazione civile, in una strategia definita di “terra bruciata” e “guerra ai civili”.
Accanto alle devastazioni, l’ANPI richiama anche le pagine della Resistenza civile e armata nelle province campane, culminate a Napoli nelle eroiche Quattro Giornate di Napoli, simbolo della rivolta popolare contro l’occupazione nazista.
Nel documento si ripercorrono quindi le responsabilità storiche del regime: dallo squadrismo alla soppressione delle libertà democratiche, dalle leggi eccezionali all’istituzione del Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato, attivo dal 1927 al 1943, che – ricorda l’ANPI – condannò oltre 5.600 oppositori. Tra 12.000 e 18.000 furono invece i confinati politici, molti dei quali destinati anche in centri dell’entroterra campano, in condizioni di estrema povertà.
L’associazione sottolinea inoltre le responsabilità del regime nelle guerre di aggressione e nelle politiche razziali, ricordando la collaborazione con la Germania nazista nelle deportazioni razziali e politiche e la sorte degli Internati Militari Italiani (IMI) nei campi di concentramento.
Il riscatto dell’Italia, prosegue l’ANPI, avvenne grazie agli oppositori sopravvissuti alle persecuzioni e ai militari che, dopo l’armistizio, scelsero di combattere contro l’esercito tedesco divenuto occupante. Una Guerra di Liberazione che portò alla nascita della Repubblica e alla Costituzione antifascista.
“Una rilettura apologetica del fascismo – conclude il Coordinamento regionale ANPI Campania – non deve trovare connivenza né ospitalità in spazi pubblici o istituzionali. Il fascismo non è un’opinione ma un reato, ora e sempre”.



