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POLITICA

Benevento intitola una piazza a Bettino Craxi: cerimonia ufficiale con il figlio Bobo

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A oltre ventisei anni dalla scomparsa di Bettino Craxi, Benevento rende omaggio a una delle figure più controverse e influenti della storia politica italiana del Novecento. Questa mattina, nello slargo nei pressi di viale dell’Università, si è svolta la cerimonia ufficiale di intitolazione di una piazza all’ex presidente del Consiglio e storico segretario del Partito Socialista Italiano, decisione assunta dalla Giunta guidata dal sindaco Clemente Mastella lo scorso aprile.

Alla cerimonia era presente il figlio Bobo Craxi, che ha espresso apprezzamento per l’iniziativa, inserendola in un quadro storico ormai definito. «È un gesto che apprezzo molto – ha dichiarato – e che si colloca in una fase chiara della vita sociale e politica del Paese. La storia ha fatto il suo corso, i protagonisti non ci sono più ed è giusto riconoscerne il valore, laddove ci sia stato». Secondo Craxi jr, il valore politico del padre risiede nell’essere stato «un servitore della Patria e del Paese, della sua sovranità», oltre che «un leader socialista e socialdemocratico di stampo europeo e internazionale», impegnato nella difesa dei diritti degli uomini e dei popoli. Senza eludere le ombre del finale, Bobo Craxi ha ricordato la frattura rappresentata da Tangentopoli e dalla fine della Guerra fredda, definendo «traumatica e triste» l’ultima fase della vita del leader socialista. «Questo – ha però aggiunto – non significa che non si possa riconoscere un tratto della storia. Ed è quello che ha fatto Clemente Mastella, che ringrazio».

Il sindaco Mastella ha rivendicato la scelta come un atto di riconoscimento storico e umano. «Craxi è stata una personalità della storia politica italiana – ha affermato – e questo è un riconoscimento dovuto». Il primo cittadino ha ricordato anche una visita compiuta da ministro della Giustizia sulla tomba di Craxi ad Hammamet: «È morto in esilio, una cosa che mi è sembrata ingiusta. Da cristiano ho sentito il dovere di portare un fiore».

Pur ammettendo divergenze politiche e personali, legate anche alla sua militanza nella Democrazia Cristiana, Mastella ha sottolineato la statura del leader socialista, ricorrendo a una metafora calcistica: «Io tifo Napoli e Maradona è stato un grande fuoriclasse, ma riconosco anche altri fuoriclasse». Tra i momenti simbolici richiamati, la crisi di Sigonella, emblema – secondo il sindaco – dell’orgoglio e dell’autonomia italiana ed europea: «Un periodo storico che va salvaguardato per la dignità del Paese».

Alla cerimonia ha preso parte anche Enzo Maraio, segretario nazionale del Psi e assessore regionale al Turismo, che ha parlato di un atto di coraggio politico da parte dell’amministrazione comunale. «Merito a Clemente Mastella – ha detto – per aver richiamato alla memoria un periodo storico e una figura che è stata leader di una parte importante della storia del nostro Paese». Maraio ha legato l’eredità di Craxi e della Prima Repubblica a una politica estera in cui «l’Italia era protagonista e non succube», tracciando un confronto critico con l’attualità. «Non si tratta di nostalgia – ha concluso – ma di assumere quella stagione come esempio di direzione di marcia per il futuro».

Nato a Milano il 24 febbraio 1934 e morto ad Hammamet il 19 gennaio 2000, Bettino Craxi è stato parlamentare italiano ed europeo, segretario del Psi per oltre quindici anni e Presidente del Consiglio dei Ministri. Nel venticinquesimo anniversario della sua scomparsa, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ne ha ricordato il ruolo come quello di una «figura capace di imprimere un segno negli indirizzi del Paese» in una fase di profonde trasformazioni globali.
Protagonista del rinnovamento della politica estera italiana nella fase finale della Guerra fredda, Craxi seppe coniugare atlantismo e apertura al multilateralismo, con particolare attenzione al Sud del mondo. A lui si deve anche la revisione del Concordato tra Stato e Chiesa del 1984, passaggio decisivo per l’equilibrio tra potere politico e autorità religiosa. Pur segnato dalle vicende giudiziarie e dall’esilio, numerosi osservatori continuano a riconoscerne la statura di statista: Aldo Cazzullo lo ha definito «l’ultimo vero politico», mentre Marcello Veneziani ha sottolineato come «nonostante le cadute, Craxi fece valere il primato della politica sull’economia».

Con l’intitolazione della piazza, Benevento riapre così il confronto pubblico su una figura che continua a dividere, ma che resta centrale nella memoria politica italiana.

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