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Maltrattamenti all’asilo nido: ferma condanna dell’Associazione Nazionale Presidi e solidarietà alle famiglie
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In merito alle notizie diffuse dalla stampa circa l’adozione di misure cautelari a carico di cinque insegnanti di un asilo nido di Benevento per maltrattamenti verso bambini iscritti in tale struttura educativa, la struttura provinciale dell’ANP Associazione Nazionale Presidi e Alte professionalità della scuola rimarca la estrema gravità dei fatti addebitati alle indagate, alcune delle quali appartenenti ad una congregazione religiosa che ha come proprio carisma “l’educazione e la formazione umana della gioventù”. Così in una nota Domenico Zerella Venaglia, presidente provinciale dell’associazione.
“Gli episodi di abusi evidenziati dalle indagini non sono in alcun modo giustificabili né comprensibili, con l’aggravante che sono stati rivolti a bambini di età compresa tra i pochi mesi e i tre anni di età. La grave situazione emersa necessita di una seria e rigorosa soluzione, che, oltre alle pene eventualmente comminabili secondo il nostro ordinamento giuridico, metta le indagate in condizione di non poter più svolgere la loro attività lavorativa all’interno dell’asilo nido né in altre strutture educative.
La scuola italiana, sia pubblica sia privata, non ha bisogno di docenti che maltrattino i minori loro affidati, né di metodi educativi che facciano perno su punizioni e su maltrattamenti fisici e psicologici, ma di docenti che siano in grado di accompagnare, formare ed educare i nostri bambini e i nostri ragazzi nel rispetto dei loro talenti e delle loro attitudini, anche quando non dovessero corrispondere alle aspettative dei docenti stessi.
La struttura provinciale dell’ANP manifesta, quindi, piena solidarietà alle famiglie dei bambini vittime degli abusi documentati, invita le responsabili locali e provinciali della congregazione ad assumere severi provvedimenti nei confronti delle religiose coinvolte e confida nell’operato delle forze dell’ordine e della magistratura perché i responsabili di questi episodi vengano considerati secondo le leggi vigenti”, conclude la nota.




