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Salute

Diagnosi tumore al seno, finanziamento per il ricercatore sannita Antonio Sarno

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Antonio Sarno, giovane assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Fisica “E. Pancini” dell’Università di Napoli Federico II, residente a Paduli, classe ‘89, laureato in ingegneria biomedica e dottore di ricerca in fisica medica, ha ricevuto un prestigioso finanziamento, da parte dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), per portare avanti un suo progetto di ricerca volto a sviluppare tecnologie innovative per la diagnosi precoce del tumore al seno. Per la prima nella storia dell’istituto tale riconoscimento arriva in Campania. Il lavoro presentato da Antonio è stato scelto, dopo un lunga selezione, tra più di 40 altri validi progetti di giovani fisici di tutta Italia. Finanziato per un importo di 164.600 euro avrà una durata biennale (2020-2021).

Il progetto del giovane ricercatore di Paduli si chiama AGATA. Il nome AGATA, oltre ad essere acronimo inglese di Advanced GeAnt4-based platform for virtual clinical Trials in x-ray breAst imaging (Piattaforma avanzata per test clinici virtuali nell’imaging a raggi-x della mammella basato sul toolkit di simulazione monte carlo Geant4) è anche ispirato a Sant’Agata, santa protettrice del seno. A tale progetto collaboreranno i ricercatori e professori in fisica medica dell’Università di Napoli Federico II e della sezione INFN di Napoli e i ricercatori in Fisica Medica delle Università e delle Sezioni INFN di Pisa e Ferrara. Al progetto inoltre partecipa la prof.ssa Kristina Bliznakova della Medical University di Varna (Bulgaria), esperta internazionale nello sviluppo di modelli computazionali della mammella.

L’obiettivo è di implementare una piattaforma per la riproduzione al computer di test clinici per lo sviluppo e la comparazione di tecnologie per la diagnosi del tumore alla mammella. Si tratta di esami clinici virtuali che permettono di testare novità nel campo della diagnostica per immagini a raggi-x senza la presenza di pazienti ed operatori medici.

Per la prima volta, sarà sviluppata una piattaforma che permetterà di simulare (con codici di calcolo Monte Carlo originariamente sviluppati per progetti di Fisica delle Particelle Elementari al CERN di Ginevra) sia apparati mammografici, che apparati di nuova generazione, come la tomosintesi digitale al seno e la tomografia computerizzata dedicata al seno. I modelli digitali dei pazienti, fondamentali per una analisi in-silico delle performance delle apparecchiature, saranno ricavati da immagini cliniche ad alta risoluzione ottenute con apparati di tomografia computerizzata dedicati al seno, messe a disposizione dal prof. John Boone della Università della California a Davis (USA), che ha sviluppato per primo tali tipi di scanner innovativi. Gli studi in-silico rappresentano la frontiera della ricerca nel settore perché permetteranno notevoli risparmi nella progettazione, nella esecuzione e nei costi dei test clinici, evitando di esporre dei pazienti a radiazioni ionizzanti.

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