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POLITICA

Paolucci (FdI) replica a Valentino e rilancia l’idea del tavolo permanente sui problemi del territorio

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“Vorrei replicare, in maniera assolutamente non polemica, all’accorato appello di Carmine Valentino, che pone questioni politiche serie. Peraltro, credo – scrive in una nota Federico Paolucci, portavoce provinciale di Fratelli d’Italia – che il suo grido d’allarme, nei termini proposti, abbia proprio il fine di alimentare un dibattito, e non è giusto farlo cadere nel vuoto.

Dalla questione acciaierie ex Ilva alle vicende che ci riguardano più da vicino, come l’emergenza occupazionale dei lavoratori Samte (ma non solo), è evidente che Valentino evidenzia – e giustamente – una fragilità nazionale e locale, rispetto alla quale è condivisibile la sua chiamata a mettersi in gioco e, aggiungerei, a fare squadra; come peraltro avevo pochi giorni fa sollecitato, proponendo a tutte le forze politiche ed ai vertici amministrativi provinciali in primis (Presidente provincia e Sindaco della città capoluogo) ad istituire un tavolo permanente con tutti gli attori del territorio, associazioni di categoria e sindacati inclusi; proposta rimasta nel vuoto, ma che rilancio.

Tuttavia, prima di arrivare alle proposte, ed affinché le “chiamate alle armi” non cadano nel vuoto o partoriscano solo inutili tavoli di becero confronto politico, è opportuno fare una breve analisi, senza aver la ambizione di essere esaustivi, perché i problemi sono gravi e profondi e sarebbe supponente pensare di avere una ricetta che li possa risolvere tutti.

La prima considerazione – continua nella nota – riguarda la evanescenza delle decisioni politiche, che determinano confusione e assenza di traiettoria e prospettiva. E credo che questo sia il problema più importante, perché investe i luoghi e la autorevolezza della decisione politica e la responsabilità di chi assume queste decisioni. Per restare alle problematiche sollevate da Carmine Valentino, noto che da Taranto a Benevento vi è la stessa dinamica dalla quale la politica non riesce ad uscire e i cittadini e i lavoratori restano schiacciati.

Il balletto dello “scudo penale” nella questione ex-Ilva, che abbia o meno determinato effettivamente la decisione dei proprietari di recedere dal contratto di gestione dell’azienda, è stato certamente uno spettacolo indecoroso, non degno di un paese tra i più importanti ed industrializzati come l’Italia. E’ evidente che – crisi e questioni geopolitiche a parte – nessun investitore, straniero o italiano che sia, voglia mettere in gioco i propri investimenti né voglia interloquire con un paese che cambia idea un giorno si e l’altro pure. E lo stesso dicasi della questione rifiuti: prima di entrare nel merito delle singole questioni, allo stato ancora non si è capito se si vuole dare veramente vita al ciclo provinciale, se questo lo debba gestire l’Ato, se vi è rapporto tra l’Ato e la Provincia, se ognuno si gestisce il suo, come recentemente è stato annunciato dall’assessore al Comune di Benevento. Non va bene l’Ato? Bene, si prenda un’altra decisione. Si chieda alla regione di lasciare tutto in mano alla Provincia. Non si vuole fare il ciclo provinciale? Bene, si indichi un’altra strada. Ma chi e dove decide tutto questo? Senza una politica che detta le regole ed indica una strada, non faremo mai programmi che possano essere duraturi nel tempo e ci limiteremo alle solite soluzioni-tampone, spostando il problema di qualche mese, per poi trovarcelo di fronte più grave di prima.

Certo, noi che rappresentiamo forze politiche a livello provinciale, non possiamo incidere a livello nazionale, ma almeno possiamo tentare di contribuire alla risoluzione dei problemi per ciò che ci compete. Ecco perché – conclude Paolucci – rilancio la proposta del tavolo permanente: perché senza una decisione condivisa della strada che si vuole percorrere e degli obiettivi che si vogliono raggiungere, la buona volontà di mettersi in gioco non basta. Occorre trovare un luogo in cui decidere e assumersene, nel tempo, la responsabilità. Altrimenti, nei prossimi mesi, anziché affrontare i problemi, ci dedicheremo solo ai proclami elettorali”.

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