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POLITICA

Grillo chiede le dimissioni di Del Basso De Caro, ma il neo sottosegretario avverte: “Non mi farò crocifiggere”

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Con un hashtag su twitter, #fuorigliindagatidalpd, i grillini chiedono le dimissioni dal Governo dei 4 esponenti democratici, tra cui Umberto Del Basso De Caro, sotto inchiesta della Procura di Napoli per l’uso dei fondi destinati ai consiglieri regionali.

Sul suo blog, Beppe Grillo scrive: “Alfano ha dato l’esempio, Gentile ha ritirato la sua candidatura a sottosegretario. Questo atto dovuto fa onore all’Ncd, ora il pdxexmenoelle di Renzie non può che seguirne l’esempio. Fare una figura mondiale”. Così il leader del Movimento a 5 Stelle chiede le dimissioni del neo sottosegretario sannita, specificando come alla base della richiesta ci sia proprio la questione dei rimborsi del consiglio regionale in Campania. 

Ma le dimissioni per l’avv. Umberto Del Basso De Caro sono proprio fuori discussione. In un’intervista rilasciata ieri a Repubblica, afferma di essere indagato, “per una cosa che fa vomitare, una cosa per la quale non c’è la legge, non c’è il regolamento, e quindi non c’è nemmeno il reato”.

La questione è la mancata rendicontazione dei rimborsi, che nel caso dell’ex consigliere regionale, ammontavano a circa 500 euro al mese. Questione però che, leggendo l’intervista al neosottosegretario sembra non esistere, in quanto dalle risposte date da De Caro al giornalista sembrerebbe mancare in Regione Campania una legge che imponesse la rendicontazione delle spese. “Ma se c’era la legge che me lo imponeva io secondo lei non facevo la scheda carburante?”, si chiede De Caro nell’intervista, continuando :”Nessuno mi obbligava a rendicontare 11mila euro in tre anni”.

Esclusa categoricamente dal sottosegretario sannita, che venerdì pomeriggio sarà a Benevento per incontrare i suoi sostenitori, la possibilità di prendere anche solo in considerazione l’ipotesi di dimissioni volontarie: “Se bisogna trovare uno da crocifiggere, non mi farò crocifiggere”, chiosa il leader del PD sannita.

Di certo non sarà il Governo Renzi a chiedere di fare un passo indietro ai suoi sottosegretari freschi di nomina. Il ministro delle Riforme e dei Rapporti con il Parlamento, ha affermato che “non è intenzione di questo governo chiedere dimissioni di ministri o sottosegretari solo sulla base di un avviso di garanzia, perchè ciò rispetta il principio fondamentale della presunzione di innocenza”.

 

E.F.

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