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POLITICA

Zoino: ‘Una mossa trasformistica, un atteggiamento opportunista’

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La voce di Francesco Zoino, segretario provinciale dell’Italia dei Valori del Sannio, finora non si era fatta sentire. Ma era una presenza richiesta, perché le ultime vicende politiche locali si sono intersecate in maniera stretta con quelle specifiche del partito dipietrista. Dalla nomina ad assessore di Campone alle fuoriuscita dal partito di due consiglieri comunali. La quale ”in chi, come noi, non ha mai avuto nulla da rimproverarsi né sul piano della ‘indelicatezza politica’, né su quello dei ‘principi democratici’ necessita”, secondo quanto espresso appunto dal segretario in una nota, di “chiarezza”, per fare giustizia, a suo dire, della tante “mistificazioni’.

 

‘I consiglieri “uscenti” – rileva Zoino – non hanno mai avuto con il partito un rapporto organico. Eletti, quando non ripescati, nelle file di altre formazioni politiche, hanno assunto rispetto all’Idv un atteggiamento decisamente altalenante. De Nigris, per esempio, è stato addirittura fautore, nel corso della consiliatura, di un “instant party”, l’associazione Democrazia partecipata, costituendo un gruppo consiliare estemporaneo di cui è stato capogruppo, totalmente svincolato dai partiti, e che gli ha consentito di intavolare trattative unilaterali per ottenere una rappresentanza in Giunta. Inoltre, lo stesso De Nigris non è nuovo, per così dire, a fuoriuscite e rientri dall’Idv, partito in cui, evidentemente, non crede neanche un po’. Quanto alla rappresentanza che, secondo i consiglieri, avrebbero garantito in Comune, o all’impegno che avrebbero profuso nel corso del loro mandato, se non ci fosse stato l’operato del consigliere Iele, svolto con eleganza e misura, difficilmente si sarebbe potuto dire che l’Idv aveva dei suoi propri rappresentanti a Palazzo Mosti.

 

La questione, tuttavia, è ancora un’altra. I consiglieri omettono di dire che, rispetto alla nomina ad assessore di Mirna Campone, avevano rimesso qualsiasi determinazione nelle mani degli organi direttivi, sottraendosi al ruolo di responsabilità politica che il partito gli voleva affidare: su indicazione di Nello Formisano, segretario regionale, toccava a Zoino, segretario provinciale, a Di Maria, responsabile degli enti locali, e a Enzo Iele, rappresentante degli eletti, di proporre un nome per l’incarico. Cosa che è stata fatta, in piena libertà e trasparenza. I consiglieri omettono di dire, inoltre, che, pressati da impegni non meglio specificati, erano impossibilitati a prendere parte alla delegazione trattante.

 

I medesimi impegni non gli hanno impedito, però, di aderire all’associazione fondata da Carmine Nardone, la cui portata politica esula dai confini del programma dell’Idv e di tutto il centro-sinistra. Senza nulla togliere al progetto nardoniano, non è nelle intenzioni del nostro partito gettare ponti verso l’altro schieramento. Semmai, il nostro progetto è quello di rifondare e rafforzare la coalizione di centro-sinistra.

 

Il succo dell’intera vicenda, insomma, suona stranamente familiare: probabilmente, i consiglieri avevano già in animo di abbandonare un partito cui sentivano di non appartenere, e hanno utilizzato strumentalmente la nomina, più che legittima, di Mirna Campone, per dare a loro stessi e ai cittadini una giustificazione più o meno dignitosa. A noi, invece, è sembrata una mossa opportunistica, e segno di un atteggiamento irrimediabilmente trasformista, tipico di chi si comporta come un “turista della politica”, cioè come qualcuno che va e viene da partiti e movimenti neanche fossero capitali da visitare in un viaggio di piacere. Le persone serie, dotate di coerenza, hanno tutt’altra visione delle cose. E chi vuole vedere i fatti come sono, e ci riferiamo al consigliere Iele, cui va dato atto di aver riconosciuto subito la piena legittimità dell’operazione, non si farà certo sviare dalle dichiarazioni rese De Nigris e Feleppa.

 

Se poi, in futuro, si avvertirà ancora l’esigenza di alimentare nuove polemiche, ci riserviamo, senza acrimonia, il diritto di approfondire ulteriormente la vicenda, nella convinzione che l’Idv non ha nulla da nascondere, né patenti di democrazia da farsi rilasciare’. 

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